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Inviato da Franca Iannaccio (Cooperativa Sociale Europe Consulting ONLUS) - Roma - il 01/07/2014 11.41.14

OT 1 - Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione

1.2 Rafforzamento del sistema innovativo regionale e nazionale attraverso l’incremento della collaborazione tra imprese e strutture di ricerca e il loro potenziamento
1.2.2 Sostegno alla partecipazione degli attori dei territori a piattaforme di concertazione e reti nazionali di specializzazione tecnologica, come i Cluster Tecnologici Nazionali, e a progetti finanziati con altri programmi europei per la ricerca e l’innovazione (come Horizon 2020)

obiettivi specifici

Incremento della capacità di pianificazione e di intervento e consolidamento della cooperazione territoriale multistakeholder, come base per lo sviluppo place-based

policy e suggerimenti

L'attivazione di connessioni attraverso strumenti tecnologici come ad es. piattaforme tematiche, implica la necessità di trovare linguaggi condivisi e/o strumenti in grado di interpretare le diversità per poi portarle a sintesi nel quadro di progettazioni condivise che favoriscano una migliore conoscenza dei fenomeni di influenza sociale ed economica dei territori, l'incremento delle capacità di rilevazione e analisi, la definizione di codici comuni per l'identificazione di azioni, misure e interventi, una più efficace capacità di intervento multidisciplinare in tutti i settori socioeconomici

esempi best practices

www.anthology.eu piattaforma in uso al Comune di Roma Capitale per la gestione integrata di servizi alla popolazione immigrata e alle fasce di popolazione in condizione di marginalità sociale estrema. ANTHology opera secondo un approccio rispondente alla necessità di uniformare linguaggi e prassi nelle metodologie di lavoro,
rovesciando l’attuale paradigma di servizio pubblico, tendente a segmentare l’utenza in base alla tipologia
di bisogno, a vantaggio di un modello culturale che privilegi l’unicità del cittadino, portatore di diritti al
centro di un reticolo che rappresenta la molteplicità di enti e organizzazioni che intervengono a suo favore
per la soddisfazione di specifici bisogni: sociali, economici, occupazionali, di sviluppo.

Inviato da giovanni (comune di monterotondo) - monterotondo - il 30/06/2014 15.11.42

OT 4 - Sostenere il passaggio di transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori

4.2 Riduzione dei consumi energetici e delle emissioni nelle imprese e integrazione di fonti rinnovabili
4.2.1 Incentivi finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti delle imprese e delle aree produttive compresa l'installazione di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile per l'autoconsumo

obiettivi specifici

Energia produzione : Un esempio di Power Park ovvero Parco Energetico
La nuova ENERGIA (quella non fossile) intesa come nuova opportunità per le PMI del Comprensorio di Monterotondo che vedono l’innovazione nel loro futuro e puntano nelle nuove tecnologie per l’autonomia energetica dell’intera area produttiva.
Le attuali politiche energetiche hanno considerevolmente migliorato le informazioni sulle singole tecnologie e la disponibilità di normative incentivanti hanno reso economicamente attraente il ricorso alle rinnovabili e, più in generale, alle tecnologie per la riduzione dei consumi di energia primaria di fonte fossile.
Esiste, però, una sostanziale inerzia alla adozione di pratiche integrate per l’efficienza energetica che impediscono di inquadrare il problema dell’energia in un intervento sistemico e talvolta strutturale direttamente al momento della nascita o della riqualificazione di un insediamento del terziario o industriale .
E’ fondamentale perciò che fin dell’insediamento di una nuova impresa pensare contemporaneamente alle esigenze dell’azienda e del suo fabbisogno energetico in modo integrato con il territorio e con le altre aziende del comprensorio per tener conto di tutte le potenzialità locali e sviluppare un’azione (generazione distribuita) che potrebbe creare un potenziale ben più elevato dei singoli interventi separati cui si tende ad operare ancora oggi nella situazione attuale.
Distretto ad energia quasi “zero”

Il distretto energetico

e’ un insediamento (terziario o Industriale) territorialmente localizzato che richiede un servizio di energia (sia in forma termica che elettrica o connessa a servizi di altro genere) buona parte della quale viene prodotta direttamente in loco.
• L’obiettivo è realizzare un sistema integrato di soluzioni tecnologiche in grado di soddisfare i fabbisogni energetici delle singole imprese, attraverso la fornitura di energia elettrica e termica ad un prezzo inferiore rispetto ai costi standard dei distributori, utilizzando fonti rinnovabili (fotovoltaico, geotermico, biomasse, scarti di lavorazioni delle stesse aziende) e operando sui fabbisogni energetici delle stesse aziende.
Distretto energetico ad alta efficienza che preveda
• Per l’energia termica
– Rete di teleriscaldamento che fornisce l’energia termica alle singole aziende tramite un circuito ad anello. Varie possono essere le fonti di combustibile per la produzione di calore (rinnovabili o materiali combustibili prodotti in loco o con gli scarti di lavorazione di altre aziende)
– Sonde e pompe di calore geotermiche

• Per l’energia elettrica
– Generatori fotovoltaici sui tetti dei capannoni
– Sistema a cogenerazione (alimentato a gas o con materiali rinnovabili)
• In un distretto energetico è possibile conseguire un maggior guadagno in termini di efficienza energetica grazie al fatto che i servizi energetici sono messi a fattor comune, in parte o in toto, progettandoli e gestendoli con criteri di ottimizzazione multi-obiettivo. La visione integrata del distretto energetico permette prestazioni ad elevata efficienza e produce effetti su:
– minimizzazione dei consumi delle singole utenze
– produzione locale ed economica dell’energia
– recupero dell’energia dispersa
– distribuzione e gestione ottimizzata dell’energia
La minimizzazione dei consumi prevede tecnologie legate alla progettazione efficiente del “sistema capannone” inteso sia come struttura che come produttore di servizio.
La produzione locale dell’energia prevede tecnologie di generazione distribuita basate sulle rinnovabili
 Sistema fotovoltaico
 Uso della geotermia in relazione alla tipologia di produzione aziendale
 Cogenerazione alimentato sia con combustibile rinnovabile che con combustibile fossile
 Uso degli scarti di lavorazione delle stesse aziende (es.: industria del legno)
Il recupero di energia si fonda sul recupero termico degli effluenti gassosi o liquidi per utilizzarli per servizi termici del sistema.
La distribuzione dell’energia prevede la realizzazione di una rete di teleriscaldamento ad anello chiuso che percorre l’intero insediamento e permette di alimentare tutte le aziende del complesso fornendo l’energia necessaria.
La razionalizzazione logistica energetica consiste nell’utilizzo di mezzi a basso consumo e basso impatto ambientale e nella razionalizzazione dei percorsi logistici.
La gestione ottimale si fonda su una cosiddetta “rete intelligente” che include una serie di sistemi il cui compito è la ottimizzazione della domanda energetica delle singole aziende a seconda delle loro peculiari richieste di energia nell’ambito del giorno o del periodo annuale con l’offerta energetica prodotta nel distretto.
• L’AEB è una entità che ha la responsabilità di garantire la produzione e la distribuzione dell’energia all’intero distretto aziendale a prezzi inferiore rispetto ai valori del mercato vincolato dell’energia.

• L’AEB ha il compito di gestire gli impianti che forniscono e garantiscono l’energia al complesso e ha il compito di trovare le soluzioni tecniche e finanziarie per la realizzazione dei nuovi impianti al servizio delle nuove aziende produttive nell’area artigianale accompagnando lo sviluppo dell’area produttiva.

• AEB è riconosciuta sia dalla zona artigianale che dal sistema istituzionale locale (comune/provincia) ed è costituita da una componente a carattere essenzialmente manageriale/gestionale (rapporti con le imprese, le istituzioni, le banche) e da una componente essenzialmente tecnica-operativa per gli aspetti di gestione energetica del complesso.

policy e suggerimenti

la scelta migliore non è mai relativa alla identificazione di una sola tecnologia ma è funzione di una architettura tecnologica complessiva. Ed è su questo schema che si vuole puntare per realizzare un distretto energetico che miri ad un utilizzo minimo di combustibile fossile per la produzione di energia.

esempi best practices

Il distretto “La Nuova Energia” costituirà un polo di riferimento nel territorio del Sud Italia per lo
sviluppo di tecnologie che sfruttino fonti energetiche alternative, proprio nelle località geografiche
che godono di un più alto livello di radiazione solare, di intensità del vento e che dispongono di un
enorme potenziale in termini di sfruttamento delle biomasse. Le ricadute in termini di innovazione e
brevetti saranno una importante risorsa per il distretto, che diventerà centro propulsore di idee e
competenze spendibili sul territorio. A questo si aggiunge il valore culturale dell’iniziativa, che può
contribuire a rendere più concrete e vicine le tematiche connesse alla salvaguardia dell’ambiente.
Non si dimentichi, ad esempio, che in altre nazioni, come Grecia, Turchia e, persino Germania,
Austria e Svizzera, laddove spesso la disponibilità di radiazione solare è molto più limitata che in
Italia, nell’arco di pochi anni il mercato del solare termico per uso domestico ha conosciuto una
crescita esponenziale. Oltre a ciò, anche tecnologie più costose, come il fotovoltaico, l’eolico, gli
impianti a biomasse e le tecnologie dell’idrogeno, stanno conquistando spazi sempre più ampi sul
mercato, in modo più deciso laddove, come in Puglia, vi siano le condizioni al contorno adatte per
la crescita del settore.
Il progetto proposto, ponendosi come obiettivo, oltre all’aumento dell’efficienza, anche il
contenimento dei costi, renderà più appetibile sul mercato l’utilizzo di impianti ad energia
rinnovabile.
Le tecnologie che si intendono sviluppare e produrre consentiranno alle aziende facenti parte del
distretto di affermarsi sia sul mercato degli impianti ad energia rinnovabile, sia su quelli dei singoli
materiali e componenti utilizzati per la realizzazione degli stessi.
Si prevede un incremento medio del fatturato a regime per ciascuna azienda variabile nel range
20÷100% (la percentuale è inversamente proporzionale alla dimensione dell’azienda), con un
conseguente aumento dell’utile di esercizio, che risulterà più che proporzionale, grazie al
conseguimento di economie di scala.
La costituzione del distretto “La Nuova Energia” avrà nei risvolti occupazionali e nelle opportunità
di sviluppo per il territorio che lo ospita i suoi punti di forza. Si tratta di un progetto di largo respiro
che, accanto all’obiettivo tecnologico, richiederà l’impiego di personale tecnico specializzato in vari
settori, fra i quali il termico, il metalmeccanico, l’elettrico e l’elettronico, con competenze
nell’ambito dello studio e della caratterizzazione dei materiali, della fluidodinamica, dell’energetica
e della meccanica.
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Il distretto si tradurrà anche in una risorsa ed in un riferimento per la nascita di nuove iniziative
imprenditoriali in settori correlati, con la conseguente crescita dell’indotto circostante e la creazione
di concrete opportunità di lavoro.
In definitiva, la realizzazione del Distretto produrrà impatti positivi sia sugli organici delle aziende
proponenti, sia sull’economia del territorio in termini di ricadute occupazionali.

Inviato da Maria Zagari (Provincia di Roma) - Roma - il 27/06/2014 16.07.58

OT 6 - Tutela dell'ambiente e valorizzazione delle risorse culturali e ambientali

6.6 Miglioramento delle condizioni e degli standard di offerta e fruizione del patrimonio nelle aree di attrazione naturale attraverso la valorizzazione integrata di risorse e competenze territoriali
6.6.1 Interventi per la tutela e la valorizzazione di aree di attrazione naturale di rilevanza strategica (aree protette in ambito terrestre e marino, paesaggi tutelati) tali da consolidare e promuovere processi di sviluppo

obiettivi specifici

Il progetto “Rinaturalizzazione di aree prioritarie nel medio corso del fiume Aniene. Progetto preliminare per il tratto di fiume di Madonna della Pace (RM)”, 2008-2009, persegue l’obiettivo di rendere compatibili con la conservazione dei caratteri naturali presenti la gestione per la fruizione sostenibile in particolare delle aree periurbane e rurali prospicienti il fiume Aniene promuovendo forme di gestione multifunzionali (economiche, ecologiche, ricreative, didattiche, culturali) e riqualificando i tratti urbani delle sponde fluviali dal degrado dovuto alla presenza antropica incontrollata.
Il progetto preliminare è finalizzato alla rinaturalizzazione e/o conservazione delle aree di sponda e delle aree limitrofe al fiume, con particolare riguardo a favorire l’interazione tra le comunità abitative locali e il fiume stesso.
Il progetto di riqualificazione fluviale permette di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici sugli habitat. Inoltre essi sono prioritari per la riduzione del rischio idrogeologico e di erosione nei territori più esposti a rischio come le aree urbane prospicienti i fiumi.
Nell’area prospiciente il tratto medio del fiume Aniene, caratterizzato principalmente dalla presenza di centri di piccole dimensioni e da una pressione antropica ancora limitata, gli interventi per la tutela e la valorizzazione del fiume sono indirizzati alla rinaturalizzazione e alla conservazione delle aree di sponda e delle aree limitrofe al fiume, con particolare riguardo a favorire l’interazione tra le comunità abitative locali, i visitatori, e il fiume.
Obiettivo conseguente alla riqualificazione fluviale è anche lo sviluppo di microeconomie locali e la promozione del turismo responsabile e di qualità, mettendo in relazione l'offerta turistica con i valori naturalistici, paesaggistici e ambientali che nell'insieme costituiscono la vocazione dei territori, anche attraverso la realizzazione di prodotti informativi e cartellonistica.

policy e suggerimenti

Il IX Rapporto di ISPRA “Qualità dell’ambiente urbano. Focus su acque e ambiente urbano”, Edizione 2013, afferma che i fenomeni idrologici estremi legati ai cambiamenti climatici hanno esteso l’entità e la qualità delle relazioni tra i sistemi urbani e gli ambienti idrici che li sostengono.
La pianificazione del territorio nelle aree sia urbane che rurali è lo strumento fondamentale per l’attuazione della riqualificazione fluviale. E’ con la pianificazione che si devono creare i presupposti affinché possa essere data concreta attuazione agli indirizzi dettati dalla Direttiva Quadro europea sulle acque (WFD) e dalla Politica Agricola Comune (PAC) e possa essere implementato il concetto di infrastruttura verde. Affinché la riqualificazione fluviale sia implementata a livello di bacino è necessario il coinvolgimento degli operatori a livello locale favorendo la partecipazione attiva della popolazione locale. E’ inoltre fondamentale non solo realizzare azioni importanti che migliorino la qualità del sistema ma predisporre un piano per la costante gestione e manutenzione delle aree, affinché si possano mantenere gli obiettivi di tutela della biodiversità e sicurezza della popolazione.
Nello studio realizzato dalla Provincia di Roma con WWF Italia e WWF Ricerche e Progetti Srl nel 2007 dal titolo “Il Tratto medio del fiume Aniene da Subiaco a Tivoli: qualità ambientale e potenzialità sociale. Proposte per la riqualificazione e la tutela degli ambienti fluviali”, in considerazione del fatto che il tratto medio dell’Aniene si trova in prossimità di diverse aree protette di livello regionale (Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, Parco Naturale dei Monti Lucretili), e di siti appartenenti alla Rete Natura 2000 (7 SIC e 2 ZPS), è stata evidenziata l’importanza di intervenire prioritariamente su alcune aree lungo il fiume Aniene con azioni di riqualificazione ambientale e rinaturalizzazione.
La Provincia di Roma ha finanziato la realizzazione di cinque progetti preliminari e un progetto esecutivo in aree prioritarie dal titolo “Rinaturalizzazione di aree prioritarie nel medio corso del fiume Aniene” all’interno degli 8 Comuni di Vicovaro, Mandela, Saracinesco, Roviano, Anticoli Corrado, Agosta, Rocca Canterano e Subiaco, per una lunghezza complessiva di circa 45 Km.
Una delle aree coinvolte dal progetto è la porzione di fiume che attraversa i Comuni di Agosta e Rocca Canterano (tratto di Madonna della Pace, lunghezza circa 2,5 km), al confine con i Comuni di Subiaco, Canterano e Rocca Canterano. Essa è un’area di esondazione naturale del fiume, con una forte antropizzazione in sponda destra e presenta numerosi interventi di contenimento.
Il progetto preliminare consiste nell’indagine sullo stato delle fasce di pertinenza fluviale ed individuazione le criticità presenti e gli elementi di elevato valore ambientale. Per fare ciò è stata acquisita la documentazione tecnica esistente (naturalistica e gestionale), è stato realizzato un documento tecnico di sintesi dei risultati delle indagini su campo e della documentazione raccolta. Gli interventi progettuali sono di rivolti a: mettere in sicurezza di percorsi e le aree di sosta per la fruibilità dei luoghi attraverso azioni “leggere” e compatibili con l’ambiente (tecniche di ingegneria naturalistica); utilizzo di legname dotato di certificazione di provenienza da coltivazioni eco-sostenibili; scelta di piante tipiche del contesto vegetale del territorio circostante e individui di provenienza certificata da aree limitrofe; creazione di percorsi, aree di sosta, spazi per attività ricreative e didattiche compatibili con le caratteristiche del luogo e con le sue potenzialità.

esempi best practices

Atti della 5ª Conferenza europea sulla Riqualificazione fluviale, Vienna 6-11 ottobre 2013
Progetto LIFE09 INF/UK/000032 RESTORE - Rivers: Engaging, Supporting and Transferring knowledge for Restoration in Europe . E’ un progetto finanziato dalla Commissione Europea che si è svolto dal 2010 fino al 2013. È stato lanciato con il supporto di sei partner europei con l'obiettivo di creare un collegamento tra tutti coloro che si occupano di riqualificazione fluviale in Europa e unire gli sforzi nazionali in direzione della riqualificazione fluviale. www.restorerivers.eu
Il CIRF è il partner italiano del progetto RESTORE.
Nell’ambito del progetto RESTORE è stata realizzata la piattaforma RiverWiki, un database interattivo contenente oltre 500 casi di studio provenienti da tutta Europa, oltre a una serie di esempi di riqualificazione, mitigazione, valorizzazione e riabilitazione, che illustrano i molteplici vantaggi che possono essere ottenuti attraverso progetti adeguatamente pianificati e attuati. RiverWiki riverwiki.restorerivers.eu
Progetto INTERREG IVC ERCIP "European River Corridor Improvement Plan" sui piani di miglioramento dei corridoi fluviali europei è finanziato in parte dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale – FESR - dell'Unione Europea attraverso il programma INTERREG IVC. Il progetto ERCIP ha una durata di 3 anni (Gennaio 2012 – dicembre 2014) e si propone di fornire un modello trasferibile di agenzia comune, efficace per la gestione dei corridoi fluviali. http://www.ercip.eu/The-Project/Italian-Partners-Page

Inviato da Maria Zagari (Provincia di Roma) - Roma - il 27/06/2014 16.07.21

OT 6 - Tutela dell'ambiente e valorizzazione delle risorse culturali e ambientali

6.6 Miglioramento delle condizioni e degli standard di offerta e fruizione del patrimonio nelle aree di attrazione naturale attraverso la valorizzazione integrata di risorse e competenze territoriali
6.6.1 Interventi per la tutela e la valorizzazione di aree di attrazione naturale di rilevanza strategica (aree protette in ambito terrestre e marino, paesaggi tutelati) tali da consolidare e promuovere processi di sviluppo

obiettivi specifici

Il progetto “Rinaturalizzazione di aree prioritarie nel medio corso del fiume Aniene. Progetto preliminare per il tratto di fiume Pantano, Mola di Regno e Roscia della Corte”, 2008-2009, persegue l’obiettivo di rendere compatibili con la conservazione dei caratteri naturali presenti la gestione per la fruizione sostenibile in particolare delle aree periurbane e rurali prospicienti il fiume Aniene promuovendo forme di gestione multifunzionali (economiche, ecologiche, ricreative, didattiche, culturali) e riqualificando i tratti urbani delle sponde fluviali dal degrado dovuto alla presenza antropica incontrollata.
Il progetto preliminare è finalizzato alla rinaturalizzazione e/o conservazione delle aree di sponda e delle aree limitrofe al fiume, con particolare riguardo a favorire l’interazione tra le comunità abitative locali e il fiume stesso.
Il progetto di riqualificazione fluviale permette di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici sugli habitat. Inoltre essi sono prioritari per la riduzione del rischio idrogeologico e di erosione nei territori più esposti a rischio come le aree urbane prospicienti i fiumi.
Nell’area prospiciente il tratto medio del fiume Aniene, caratterizzato principalmente dalla presenza di centri di piccole dimensioni e da una pressione antropica ancora limitata, gli interventi per la tutela e la valorizzazione del fiume sono indirizzati alla rinaturalizzazione e alla conservazione delle aree di sponda e delle aree limitrofe al fiume, con particolare riguardo a favorire l’interazione tra le comunità abitative locali, i visitatori, e il fiume.
Obiettivo conseguente alla riqualificazione fluviale è anche lo sviluppo di microeconomie locali e la promozione del turismo responsabile e di qualità, mettendo in relazione l'offerta turistica con i valori naturalistici, paesaggistici e ambientali che nell'insieme costituiscono la vocazione dei territori, anche attraverso la realizzazione di prodotti informativi e cartellonistica.

policy e suggerimenti

Il IX Rapporto di ISPRA “Qualità dell’ambiente urbano. Focus su acque e ambiente urbano”, Edizione 2013, afferma che i fenomeni idrologici estremi legati ai cambiamenti climatici hanno esteso l’entità e la qualità delle relazioni tra i sistemi urbani e gli ambienti idrici che li sostengono.
La pianificazione del territorio nelle aree sia urbane che rurali è lo strumento fondamentale per l’attuazione della riqualificazione fluviale. E’ con la pianificazione che si devono creare i presupposti affinché possa essere data concreta attuazione agli indirizzi dettati dalla Direttiva Quadro europea sulle acque (WFD) e dalla Politica Agricola Comune (PAC) e possa essere implementato il concetto di infrastruttura verde. Affinché la riqualificazione fluviale sia implementata a livello di bacino è necessario il coinvolgimento degli operatori a livello locale favorendo la partecipazione attiva della popolazione locale. E’ inoltre fondamentale non solo realizzare azioni importanti che migliorino la qualità del sistema ma predisporre un piano per la costante gestione e manutenzione delle aree, affinché si possano mantenere gli obiettivi di tutela della biodiversità e sicurezza della popolazione.
Nello studio realizzato dalla Provincia di Roma con WWF Italia e WWF Ricerche e Progetti Srl nel 2007 dal titolo “Il Tratto medio del fiume Aniene da Subiaco a Tivoli: qualità ambientale e potenzialità sociale. Proposte per la riqualificazione e la tutela degli ambienti fluviali”, in considerazione del fatto che il tratto medio dell’Aniene si trova in prossimità di diverse aree protette di livello regionale (Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, Parco Naturale dei Monti Lucretili), e di siti appartenenti alla Rete Natura 2000 (7 SIC e 2 ZPS), è stata evidenziata l’importanza di intervenire prioritariamente su alcune aree lungo il fiume Aniene con azioni di riqualificazione ambientale e rinaturalizzazione.
La Provincia di Roma ha finanziato la realizzazione di cinque progetti preliminari e un progetto esecutivo in aree prioritarie dal titolo “Rinaturalizzazione di aree prioritarie nel medio corso del fiume Aniene” all’interno degli 8 Comuni di Vicovaro, Mandela, Saracinesco, Roviano, Anticoli Corrado, Agosta, Rocca Canterano e Subiaco, per una lunghezza complessiva di circa 45 Km.
Una delle aree coinvolte dal progetto è la porzione di fiume che attraversa il Comune di Anticoli Corrado (tratto chiamato Pantano, Mola di Regno e Roscia della Corte, lunghezza circa 4 km). L’area presenta punti ove sgorgano acque albule e ferrose. In generale, tutta l’area è caratterizzata da un suolo diffusamente invaso dall’acqua.
Il progetto preliminare consiste nell’indagine sullo stato delle fasce di pertinenza fluviale ed individuazione le criticità presenti e gli elementi di elevato valore ambientale. Per fare ciò è stata acquisita la documentazione tecnica esistente (naturalistica e gestionale), è stato realizzato un documento tecnico di sintesi dei risultati delle indagini su campo e della documentazione raccolta. Gli interventi progettuali sono di rivolti a: mettere in sicurezza di percorsi e le aree di sosta per la fruibilità dei luoghi attraverso azioni “leggere” e compatibili con l’ambiente (tecniche di ingegneria naturalistica); utilizzo di legname dotato di certificazione di provenienza da coltivazioni eco-sostenibili; scelta di piante tipiche del contesto vegetale del territorio circostante e individui di provenienza certificata da aree limitrofe; creazione di percorsi, aree di sosta, spazi per attività ricreative e didattiche compatibili con le caratteristiche del luogo e con le sue potenzialità.

esempi best practices

Atti della 5ª Conferenza europea sulla Riqualificazione fluviale, Vienna 6-11 ottobre 2013
Progetto LIFE09 INF/UK/000032 RESTORE - Rivers: Engaging, Supporting and Transferring knowledge for Restoration in Europe . E’ un progetto finanziato dalla Commissione Europea che si è svolto dal 2010 fino al 2013. È stato lanciato con il supporto di sei partner europei con l'obiettivo di creare un collegamento tra tutti coloro che si occupano di riqualificazione fluviale in Europa e unire gli sforzi nazionali in direzione della riqualificazione fluviale. www.restorerivers.eu
Il CIRF è il partner italiano del progetto RESTORE.
Nell’ambito del progetto RESTORE è stata realizzata la piattaforma RiverWiki, un database interattivo contenente oltre 500 casi di studio provenienti da tutta Europa, oltre a una serie di esempi di riqualificazione, mitigazione, valorizzazione e riabilitazione, che illustrano i molteplici vantaggi che possono essere ottenuti attraverso progetti adeguatamente pianificati e attuati. RiverWiki riverwiki.restorerivers.eu
Progetto INTERREG IVC ERCIP "European River Corridor Improvement Plan" sui piani di miglioramento dei corridoi fluviali europei è finanziato in parte dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale – FESR - dell'Unione Europea attraverso il programma INTERREG IVC. Il progetto ERCIP ha una durata di 3 anni (Gennaio 2012 – dicembre 2014) e si propone di fornire un modello trasferibile di agenzia comune, efficace per la gestione dei corridoi fluviali. http://www.ercip.eu/The-Project/Italian-Partners-Page

Inviato da Maria Zagari (Provincia di Roma) - Roma - il 27/06/2014 16.06.40

OT 6 - Tutela dell'ambiente e valorizzazione delle risorse culturali e ambientali

6.6 Miglioramento delle condizioni e degli standard di offerta e fruizione del patrimonio nelle aree di attrazione naturale attraverso la valorizzazione integrata di risorse e competenze territoriali
6.6.1 Interventi per la tutela e la valorizzazione di aree di attrazione naturale di rilevanza strategica (aree protette in ambito terrestre e marino, paesaggi tutelati) tali da consolidare e promuovere processi di sviluppo

obiettivi specifici

Il progetto “Rinaturalizzazione di aree prioritarie nel medio corso del fiume Aniene. Progetto preliminare per il tratto di fiume Tiburtina - Pantano (RM)”, 2008-2009, persegue l’obiettivo di rendere compatibili con la conservazione dei caratteri naturali presenti la gestione per la fruizione sostenibile in particolare delle aree periurbane e rurali prospicienti il fiume Aniene promuovendo forme di gestione multifunzionali (economiche, ecologiche, ricreative, didattiche, culturali) e riqualificando i tratti urbani delle sponde fluviali dal degrado dovuto alla presenza antropica incontrollata.
Il progetto preliminare è finalizzato alla rinaturalizzazione e/o conservazione delle aree di sponda e delle aree limitrofe al fiume, con particolare riguardo a favorire l’interazione tra le comunità abitative locali e il fiume stesso.
Il progetto di riqualificazione fluviale permette di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici sugli habitat. Inoltre essi sono prioritari per la riduzione del rischio idrogeologico e di erosione nei territori più esposti a rischio come le aree urbane prospicienti i fiumi.
Nell’area prospiciente il tratto medio del fiume Aniene, caratterizzato principalmente dalla presenza di centri di piccole dimensioni e da una pressione antropica ancora limitata, gli interventi per la tutela e la valorizzazione del fiume sono indirizzati alla rinaturalizzazione e alla conservazione delle aree di sponda e delle aree limitrofe al fiume, con particolare riguardo a favorire l’interazione tra le comunità abitative locali, i visitatori, e il fiume.
Obiettivo conseguente alla riqualificazione fluviale è anche lo sviluppo di microeconomie locali e la promozione del turismo responsabile e di qualità, mettendo in relazione l'offerta turistica con i valori naturalistici, paesaggistici e ambientali che nell'insieme costituiscono la vocazione dei territori, anche attraverso la realizzazione di prodotti informativi e cartellonistica.

policy e suggerimenti

Il IX Rapporto di ISPRA “Qualità dell’ambiente urbano. Focus su acque e ambiente urbano”, Edizione 2013, afferma che i fenomeni idrologici estremi legati ai cambiamenti climatici hanno esteso l’entità e la qualità delle relazioni tra i sistemi urbani e gli ambienti idrici che li sostengono.
La pianificazione del territorio nelle aree sia urbane che rurali è lo strumento fondamentale per l’attuazione della riqualificazione fluviale. E’ con la pianificazione che si devono creare i presupposti affinché possa essere data concreta attuazione agli indirizzi dettati dalla Direttiva Quadro europea sulle acque (WFD) e dalla Politica Agricola Comune (PAC) e possa essere implementato il concetto di infrastruttura verde. Affinché la riqualificazione fluviale sia implementata a livello di bacino è necessario il coinvolgimento degli operatori a livello locale favorendo la partecipazione attiva della popolazione locale. E’ inoltre fondamentale non solo realizzare azioni importanti che migliorino la qualità del sistema ma predisporre un piano per la costante gestione e manutenzione delle aree, affinché si possano mantenere gli obiettivi di tutela della biodiversità e sicurezza della popolazione.
Nello studio realizzato dalla Provincia di Roma con WWF Italia e WWF Ricerche e Progetti Srl nel 2007 dal titolo “Il Tratto medio del fiume Aniene da Subiaco a Tivoli: qualità ambientale e potenzialità sociale. Proposte per la riqualificazione e la tutela degli ambienti fluviali”, in considerazione del fatto che il tratto medio dell’Aniene si trova in prossimità di diverse aree protette di livello regionale (Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, Parco Naturale dei Monti Lucretili), e di siti appartenenti alla Rete Natura 2000 (7 SIC e 2 ZPS), è stata evidenziata l’importanza di intervenire prioritariamente su alcune aree lungo il fiume Aniene con azioni di riqualificazione ambientale e rinaturalizzazione.
La Provincia di Roma ha finanziato la realizzazione di cinque progetti preliminari e un progetto esecutivo in aree prioritarie dal titolo “Rinaturalizzazione di aree prioritarie nel medio corso del fiume Aniene” all’interno degli 8 Comuni di Vicovaro, Mandela, Saracinesco, Roviano, Anticoli Corrado, Agosta, Rocca Canterano e Subiaco, per una lunghezza complessiva di circa 45 Km.
Una delle aree coinvolte dal progetto è la porzione di fiume che attraversa i Comuni di Saracinesco, Roviano e Anticoli Corrado (tratto chiamato Tiburtina-Pantano, lunghezza circa 1 km). Essa presenta acque limpide e prive di residui minerali, ma sono evidenti gli impatti del pascolo. L’area è inoltre interessata da una serie di lavori di sistemazione idraulica che hanno prodotto significativi impatti sui sistemi naturali.
Il progetto preliminare consiste nell’indagine sullo stato delle fasce di pertinenza fluviale ed individuazione le criticità presenti e gli elementi di elevato valore ambientale. Per fare ciò è stata acquisita la documentazione tecnica esistente (naturalistica e gestionale), è stato realizzato un documento tecnico di sintesi dei risultati delle indagini su campo e della documentazione raccolta. Gli interventi progettuali sono di rivolti a: mettere in sicurezza di percorsi e le aree di sosta per la fruibilità dei luoghi attraverso azioni “leggere” e compatibili con l’ambiente (tecniche di ingegneria naturalistica); utilizzo di legname dotato di certificazione di provenienza da coltivazioni eco-sostenibili; scelta di piante tipiche del contesto vegetale del territorio circostante e individui di provenienza certificata da aree limitrofe; creazione di percorsi, aree di sosta, spazi per attività ricreative e didattiche compatibili con le caratteristiche del luogo e con le sue potenzialità.

esempi best practices

Atti della 5ª Conferenza europea sulla Riqualificazione fluviale, Vienna 6-11 ottobre 2013
Progetto LIFE09 INF/UK/000032 RESTORE - Rivers: Engaging, Supporting and Transferring knowledge for Restoration in Europe . E’ un progetto finanziato dalla Commissione Europea che si è svolto dal 2010 fino al 2013. È stato lanciato con il supporto di sei partner europei con l'obiettivo di creare un collegamento tra tutti coloro che si occupano di riqualificazione fluviale in Europa e unire gli sforzi nazionali in direzione della riqualificazione fluviale. www.restorerivers.eu
Il CIRF è il partner italiano del progetto RESTORE.
Nell’ambito del progetto RESTORE è stata realizzata la piattaforma RiverWiki, un database interattivo contenente oltre 500 casi di studio provenienti da tutta Europa, oltre a una serie di esempi di riqualificazione, mitigazione, valorizzazione e riabilitazione, che illustrano i molteplici vantaggi che possono essere ottenuti attraverso progetti adeguatamente pianificati e attuati. RiverWiki riverwiki.restorerivers.eu
Progetto INTERREG IVC ERCIP "European River Corridor Improvement Plan" sui piani di miglioramento dei corridoi fluviali europei è finanziato in parte dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale – FESR - dell'Unione Europea attraverso il programma INTERREG IVC. Il progetto ERCIP ha una durata di 3 anni (Gennaio 2012 – dicembre 2014) e si propone di fornire un modello trasferibile di agenzia comune, efficace per la gestione dei corridoi fluviali. http://www.ercip.eu/The-Project/Italian-Partners-Page