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Contributi

Contributi per OT 9 - Promuovere l’inclusione sociale, combattere la povertà e ogni forma di discriminazione

9.3 Aumento/ consolidamento/ qualificazione dei servizi e delle infrastrutture di cura socio-educativi rivolti ai bambini e dei servizi di cura rivolti a persone con limi

9.3.2 Aiuti per sostenere gli investimenti nelle strutture di servizi socio educativi per la prima infanzia [target preferenziale: imprese - anche sociali e le organizzazioni del terzo settore, di piccole dimensioni]
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Inviato da Barbara Riccardi (Sysform Editore ) - Roma - il 12/07/2014 15.03.00

obiettivi specifici

In questo momento storico di crisi su più fronti, la scuola come le famiglie sono messe a dura prova, soprattutto sul versante economico. E' probabile che molti genitori e molti docenti (che sono anche genitori!) pensare loro -noi con voi- un luogo di incontro, dove potersi rigenerare e costruire dei percorsi formativi di crescita in alleanza scuola & famiglia.
L'idea è di offrire dei pacchetti dove, piccoli e grandi possano trovare La Scuola Possibile!” Una Scuola/lugoo che accolga con percorsi esperienziali per tutte le età, con il filo rosso dell'arte filmica e il suo dietro le quinte, perché chi viene da noi… si ri-genera.

policy e suggerimenti

Creare "La/Le Scuola Possibile" come IL contenitore/mezzo di trasporto che ci permette di navigare per arrivare a tutti; il nostro scopo è creare alleanze, una rete per coinvolgere gli altri con la nostra esperienza "fatta di fatti" positivi e fattivi; noi non ci fermiamo alla sola spinta emozionale/passionale di voler raccontare il bello e il possibile della scuola, ma nostro intento è mettere in luce l'identità ben strutturata, articolata e pianificata di quegli adulti che trasmettono cultura in modo più professionale. Il nostro obiettivo è creare un gruppo di pensiero e d'azione, un movimento che si senta forte nella sua idea pedagogica che si sintetizza nel concetto di Scuola Possibile.
Crediamo che la scuola, oltre ad aver bisogno di risorse economiche per funzionare e risorse strutturali adeguate, necessiti soprattutto di risorse umane capaci di condurre bambini e ragazzi nel loro percorso di crescita, di formazione, di apprendimento. Il sentirsi capaci, adeguati a ciò che si fa è l'elemento fondamentale che fa vivere la propria professione, il proprio ruolo con competenza, credibilità e carisma. Oggi purtroppo i docenti debbono affrontare problemi quotidiani più pressanti che mai che mettono a dura prova, che fanno vacillare anche coloro che credono con passione nel proprio lavoro! "La Scuola Possibile" per porre una nuova svolta di cambiamento partendo da chi opera per e in favore della crescita dei ragazzi, fornendo loro una cassetta degli attrezzi per essere comunicatori e dispensatori di positività educativa verso i futuri cittadini di domani.

esempi best practices

Realizzare e creare un luogo/lughi de La Scuola Possibile con 1. Laboratori creativi e di manipolazione: maglia, ceramica, fumetto, arte, scrittura creativa, lettura animata, laboratorio disciplinari, decoupage, ecc.
2. Percorsi di formazione per ragazzi, genitori e docenti
3. Circolo letterario
4. Spaghetti/Pizza/Dolci School
5. Sportello di ascolto psicopedagogico con Psicologi e Counselor
6. Convegni, dibattiti, incontri per vivere con maggiore serenità il rapporto genitori figli con dei suggerimenti "pronti all'uso", ogni incontro con cadenza settimanale a TEMA, con nomi tra i più conosciuti del mondo della cultura, ma anche: l'importanza dei social network, del registro online, la pet terapy, la genitorialità ecc.
7. Realizzare concorsi per le i ragazzi e le famiglie "La Scuola Possibile come la vorrei"

Inviato da Luca Raffaele (NeXt Nuova Economia per Tutti) - Roma - il 10/06/2014 17.21.05

obiettivi specifici

ERRATA CORRIGE ORE 17.20
Aumentare l'offerta di servizi socio educativi per la prima infanzia (a partire dalla fascia di età 0-3 anni) attraverso incentivi alla formazione di cooperative di giovani qualificati/e che possano comprendere in via prioritaria giovani madri/padri inoccupate/i o che svolgano lavori precari.
Ciò significherebbe anche uno stimolo all’incremento di occupazione tra i giovani che non hanno ancora raggiunto livelli stabili di occupazione e di reddito e l’inserimento di strumenti e metodologie di intervento legati ad obiettivi di innovazione sociale.

policy e suggerimenti

ERRATA CORRIGE ORE 17.20
La carenza di servizi socio educativi per la prima infanzia esclude molto spesso l'inserimento dei figli di lavoratori precari o in cerca di occupazione che non si trovino in situazione di povertà conclamata. Gli asili nido attualmente operanti per bambini tra zero e tre anni non costituiscono offerta sufficiente - adeguata agli standard europei - per garantire a un bambino su tre i servizi per la prima infanzia. Il risultato è che molti bambini non hanno la possibilità di essere inseriti nell’asilo o sono affidati alla disponibilità di nonni, a servizi assistenziali (e non socio educativi) improvvisati, a “tate a ore” il cui costo preclude il servizio alle famiglie con maggiori difficoltà economiche.
La creazione di cooperative di giovani qualificati costituirebbe una doppia risposta a questi bisogni (occupazione giovanile e inserimento di un maggior numero di bambini). L'istituzione avrebbe il compito di: seguire lo sviluppo delle start up; coadiuvare le cooperative nascenti nell'individuazione di spazi adeguati preferibilmente all'interno del patrimonio pubblico inutilizzato; esercitare funzioni di monitoraggio e controllo; garantire l'aggiornamento professionale degli/le operatori/trici; creare gli strumenti di tecnologia informatica che, in una logica di living lab, vadano a costituire una piattaforma in cui l’offerta e la domanda dei servizi (sia pubblici, sia in convenzione, sia privati, ma rispondenti a standard approvati) sia leggibile a livello regionale e non solo per singolo comune; facilitare il reperimento delle risorse necessarie anche attraverso iniziative di reward based crowdfunding. Se poi viene ritenuto possibile realizzabile potranno essere attivate anche iniziative di equitycrowdfunding. (Nello specifico si propone di adottare la disciplina dell'equity crowdfunding, normata dal Decreto Crescita bis (decreto n. 179/2012 convertito nella legge 221/2012) e dal recente Regolamento della Consob, per attuare una politica di innovazione a livello regionale, in grado da un lato di supportare le nuove realtà imprenditoriali che vogliono creare valore nel Lazio e dall’altro agevolare i cittadini invest-attori che vogliono investire in un soggetto etico, attraverso parte dei loro risparmi, partecipando direttamente alla vita aziendale). Alcune sperimentazioni di iniziative private nate nel Lazio e a Roma andrebbero diffuse, aumentate, messe in rete e inserite in questa logica di sviluppo di welfare comunitario.

esempi best practices

ERRATA CORRIGE ORE 17.20
In molti paesi del nord Europa è attualmente molto diffusa la figura delle Tagesmutter. Fanno eccezione Italia, Spagna e Grecia che hanno, da poco tempo cominciato a sviluppare questa realtà. In Italia in particolare, una versione istituzionalizzata del fenomeno è nella regione autonoma del Trentino Alto Adige, dove il riconoscimento di questa figura professionale da parte della provincia è avvenuto da molti anni e i corsi per diventare tagesmutter sono finanziati con regolarità. Oggi si è arrivati a ben 800 ore fra teoria e pratica. Altre sperimentazioni si sono avviate anche nella Regione Marche e nella nostra Regione, ma i servizi risultano ancora insufficienti, poco accessibili e spesso legati a cicli di vita di gruppi di madri.
La proposta che viene da noi avanzata va al di là di questa modalità e, salvo alcune iniziative - individuali o cooperative - legate a particolari “scuole” di pensiero pedagogico (Case dei bambini Montessori, asili steineriani,…) non risulta praticata. Tale proposta: 1) riconosce percorsi formativi di giovani donne e uomini in campo psico-pedagogico operando in questo delicato ambito un riequilibrio di genere anche nelle figure di riferimento dei bambini e delle bambine nella prima infanzia; 2) propone un modello di servizio in una logica di lavoro associato e non legato ad una gestione individuale e privatistica; 3) costituisce luogo di partecipazione e di creazione di legami per e tra le famiglie di una comunità locale in una logica di welfare comunitario e solidale. La realizzazione di tali esperienze si colloca all’interno di esperienze più ampie che, anche a livello internazionale, sono state realizzate da reti di economia popolare e solidale in America Latina (v. www.solidarius.net). Rif.: www.solidariusitalia.it.

Inviato da Luca Raffaele (NeXt Nuova Economia per Tutti) - Roma - il 10/06/2014 08.25.02

obiettivi specifici

Aumentare l'offerta di servizi socio educativi per la prima infanzia (a partire dalla fascia di età 0-3 anni) attraverso incentivi alla formazione di cooperative di giovani qualificati/e che possano comprendere in via prioritaria giovani madri/padri inoccupate/i o che svolgano lavori precari.

policy e suggerimenti

La carenza di servizi socio educativi per la prima infanzia esclude molto spesso l'inserimento dei figli di lavoratori precari o in cerca di occupazione che non si trovino in situazione di povertà. I circa cinquemila asili nido per un numero di bambini tra zero e tre anni che si avvicina al milione e mezzo non costituiscono offerta sufficiente - adeguata agli standard europei - per garantire a un bambino su tre i servizi per la prima infanzia. Il risultato che molti bambini non vanno all’asilo o sono affidati a servizi assistenziali (e non socio educativi) d’infanzia improvvisati o a “tate a ore” il cui costo preclude il servizio alle famiglie con maggiori difficoltà economiche. La creazione di cooperative di giovani qualificati costituirebbe una doppia risposta a questi bisogni (occupazione giovanile e inserimento di un maggior numero di bambini). L'istituzione avrebbe il compito di: seguire lo sviluppo delle start up; facilitare il reperimento delle risorse necessarie anche attraverso iniziative di equity crowdfounding; coadiuvare le cooperative nascenti nell'individuazione di spazi adeguati all'interno del patrimonio pubblico inutilizzato; esercitare funzioni di monitoraggio e controllo; garantire l'aggiornamento professionale degli/le operatori/trici. Sperimentazioni nate nel Lazio e a Roma andrebbero diffuse, aumentate e messe in rete.

esempi best practices

La figura delle Tagesmutter è nata nei paesi del nord Europa. Attualmente è molto diffusa in quasi tutta l’Europa, ad eccezione di Italia, Spagna e Grecia, che hanno, relativamente da poco tempo cominciato a sviluppare questa realtà. In Italia in particolare, una versione davvero istituzionalizzata del fenomeno è nella regione autonoma del Trentino Alto Adige. A Trento, città pilota per le tagesmutter italiane, il riconoscimento di questa figura professionale da parte della provincia è avvenuto da molti anni e i corsi per diventare tagesmutter sono finanziati con regolarità. Oggi si è arrivati a ben 800 ore fra teoria e pratica. Altre sperimentazioni si sono avviate anche nella Regione Marche e nella nostra Regione, ma i servizi risultano ancora insufficienti e poco accessibili.