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Contributi

Contributi per OT 4 - Sostenere il passaggio di transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori

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Inviato da Antonio (Parsec Consortium) - Roma - il 02/07/2014 12.38.02

4.1 Riduzione dei consumi energetici negli edifici e nelle strutture pubbliche o ad uso pubblico, residenziali e non residenziali e integrazione di fonti rinnovabili
4.1.1 Promozione dell’eco-efficienza e riduzione di consumi di energia primaria negli edifici e strutture pubbliche: interventi di ristrutturazione di singoli edifici o complessi di edifici, installazione di sistemi intelligenti di telecontrollo, regolazione, gestione, monitoraggio e ottimizzazione dei consumi energetici (smart buildings) e delle emissioni inquinanti anche attraverso l’utilizzo di mix tecnologici

obiettivi specifici

Rafforzare l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate attraverso l'adozione da parte delle Amministrazioni pubbliche di quanto previsto dall'art. 5 della legge 381/91 relativa alle cooperative sociali, favorendo così il partenariato fra imprese e cooperative sociali sopratutto per quanto riguarda la riduzione dei consumi. Tale norma è stata ribadita dall´art.52 del D.lgs 163/2006 (il cosiddetto Codice degli Appalti)

policy e suggerimenti

Gli ultimi dati diffusi dall’ISTAT evidenziano come siano oltre 120.000 i soci lavoratori impegnati in Italia nelle cooperative sociali di tipo b (2011), con un incremento costante di circa il 5% annuo, nonostante la progressiva riduzione delle risorse nel settore sociale.
Perciò, si suggerisce l'adozione di priorità nell'assegnazione dei finanziamenti agli Enti locali qualora utilizzino la norma prima richiamata.,

esempi best practices

Il Comune di Roma con la deliberazione n.5084/09 ha istituito uno specifico accreditamento per le cooperative sociali di inserimento lavorativo per l'assegnazione di appalti riservati ad esse attraverso le procedure di gara previste dalla legge. In prospettiva verranno riservati il 5% degli appalti totali del Comune agli iscritti all'Albo.

Inviato da giovanni (comune di monterotondo) - monterotondo - il 30/06/2014 15.11.42

4.2 Riduzione dei consumi energetici e delle emissioni nelle imprese e integrazione di fonti rinnovabili
4.2.1 Incentivi finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti delle imprese e delle aree produttive compresa l'installazione di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile per l'autoconsumo

obiettivi specifici

Energia produzione : Un esempio di Power Park ovvero Parco Energetico
La nuova ENERGIA (quella non fossile) intesa come nuova opportunità per le PMI del Comprensorio di Monterotondo che vedono l’innovazione nel loro futuro e puntano nelle nuove tecnologie per l’autonomia energetica dell’intera area produttiva.
Le attuali politiche energetiche hanno considerevolmente migliorato le informazioni sulle singole tecnologie e la disponibilità di normative incentivanti hanno reso economicamente attraente il ricorso alle rinnovabili e, più in generale, alle tecnologie per la riduzione dei consumi di energia primaria di fonte fossile.
Esiste, però, una sostanziale inerzia alla adozione di pratiche integrate per l’efficienza energetica che impediscono di inquadrare il problema dell’energia in un intervento sistemico e talvolta strutturale direttamente al momento della nascita o della riqualificazione di un insediamento del terziario o industriale .
E’ fondamentale perciò che fin dell’insediamento di una nuova impresa pensare contemporaneamente alle esigenze dell’azienda e del suo fabbisogno energetico in modo integrato con il territorio e con le altre aziende del comprensorio per tener conto di tutte le potenzialità locali e sviluppare un’azione (generazione distribuita) che potrebbe creare un potenziale ben più elevato dei singoli interventi separati cui si tende ad operare ancora oggi nella situazione attuale.
Distretto ad energia quasi “zero”

Il distretto energetico

e’ un insediamento (terziario o Industriale) territorialmente localizzato che richiede un servizio di energia (sia in forma termica che elettrica o connessa a servizi di altro genere) buona parte della quale viene prodotta direttamente in loco.
• L’obiettivo è realizzare un sistema integrato di soluzioni tecnologiche in grado di soddisfare i fabbisogni energetici delle singole imprese, attraverso la fornitura di energia elettrica e termica ad un prezzo inferiore rispetto ai costi standard dei distributori, utilizzando fonti rinnovabili (fotovoltaico, geotermico, biomasse, scarti di lavorazioni delle stesse aziende) e operando sui fabbisogni energetici delle stesse aziende.
Distretto energetico ad alta efficienza che preveda
• Per l’energia termica
– Rete di teleriscaldamento che fornisce l’energia termica alle singole aziende tramite un circuito ad anello. Varie possono essere le fonti di combustibile per la produzione di calore (rinnovabili o materiali combustibili prodotti in loco o con gli scarti di lavorazione di altre aziende)
– Sonde e pompe di calore geotermiche

• Per l’energia elettrica
– Generatori fotovoltaici sui tetti dei capannoni
– Sistema a cogenerazione (alimentato a gas o con materiali rinnovabili)
• In un distretto energetico è possibile conseguire un maggior guadagno in termini di efficienza energetica grazie al fatto che i servizi energetici sono messi a fattor comune, in parte o in toto, progettandoli e gestendoli con criteri di ottimizzazione multi-obiettivo. La visione integrata del distretto energetico permette prestazioni ad elevata efficienza e produce effetti su:
– minimizzazione dei consumi delle singole utenze
– produzione locale ed economica dell’energia
– recupero dell’energia dispersa
– distribuzione e gestione ottimizzata dell’energia
La minimizzazione dei consumi prevede tecnologie legate alla progettazione efficiente del “sistema capannone” inteso sia come struttura che come produttore di servizio.
La produzione locale dell’energia prevede tecnologie di generazione distribuita basate sulle rinnovabili
 Sistema fotovoltaico
 Uso della geotermia in relazione alla tipologia di produzione aziendale
 Cogenerazione alimentato sia con combustibile rinnovabile che con combustibile fossile
 Uso degli scarti di lavorazione delle stesse aziende (es.: industria del legno)
Il recupero di energia si fonda sul recupero termico degli effluenti gassosi o liquidi per utilizzarli per servizi termici del sistema.
La distribuzione dell’energia prevede la realizzazione di una rete di teleriscaldamento ad anello chiuso che percorre l’intero insediamento e permette di alimentare tutte le aziende del complesso fornendo l’energia necessaria.
La razionalizzazione logistica energetica consiste nell’utilizzo di mezzi a basso consumo e basso impatto ambientale e nella razionalizzazione dei percorsi logistici.
La gestione ottimale si fonda su una cosiddetta “rete intelligente” che include una serie di sistemi il cui compito è la ottimizzazione della domanda energetica delle singole aziende a seconda delle loro peculiari richieste di energia nell’ambito del giorno o del periodo annuale con l’offerta energetica prodotta nel distretto.
• L’AEB è una entità che ha la responsabilità di garantire la produzione e la distribuzione dell’energia all’intero distretto aziendale a prezzi inferiore rispetto ai valori del mercato vincolato dell’energia.

• L’AEB ha il compito di gestire gli impianti che forniscono e garantiscono l’energia al complesso e ha il compito di trovare le soluzioni tecniche e finanziarie per la realizzazione dei nuovi impianti al servizio delle nuove aziende produttive nell’area artigianale accompagnando lo sviluppo dell’area produttiva.

• AEB è riconosciuta sia dalla zona artigianale che dal sistema istituzionale locale (comune/provincia) ed è costituita da una componente a carattere essenzialmente manageriale/gestionale (rapporti con le imprese, le istituzioni, le banche) e da una componente essenzialmente tecnica-operativa per gli aspetti di gestione energetica del complesso.

policy e suggerimenti

la scelta migliore non è mai relativa alla identificazione di una sola tecnologia ma è funzione di una architettura tecnologica complessiva. Ed è su questo schema che si vuole puntare per realizzare un distretto energetico che miri ad un utilizzo minimo di combustibile fossile per la produzione di energia.

esempi best practices

Il distretto “La Nuova Energia” costituirà un polo di riferimento nel territorio del Sud Italia per lo
sviluppo di tecnologie che sfruttino fonti energetiche alternative, proprio nelle località geografiche
che godono di un più alto livello di radiazione solare, di intensità del vento e che dispongono di un
enorme potenziale in termini di sfruttamento delle biomasse. Le ricadute in termini di innovazione e
brevetti saranno una importante risorsa per il distretto, che diventerà centro propulsore di idee e
competenze spendibili sul territorio. A questo si aggiunge il valore culturale dell’iniziativa, che può
contribuire a rendere più concrete e vicine le tematiche connesse alla salvaguardia dell’ambiente.
Non si dimentichi, ad esempio, che in altre nazioni, come Grecia, Turchia e, persino Germania,
Austria e Svizzera, laddove spesso la disponibilità di radiazione solare è molto più limitata che in
Italia, nell’arco di pochi anni il mercato del solare termico per uso domestico ha conosciuto una
crescita esponenziale. Oltre a ciò, anche tecnologie più costose, come il fotovoltaico, l’eolico, gli
impianti a biomasse e le tecnologie dell’idrogeno, stanno conquistando spazi sempre più ampi sul
mercato, in modo più deciso laddove, come in Puglia, vi siano le condizioni al contorno adatte per
la crescita del settore.
Il progetto proposto, ponendosi come obiettivo, oltre all’aumento dell’efficienza, anche il
contenimento dei costi, renderà più appetibile sul mercato l’utilizzo di impianti ad energia
rinnovabile.
Le tecnologie che si intendono sviluppare e produrre consentiranno alle aziende facenti parte del
distretto di affermarsi sia sul mercato degli impianti ad energia rinnovabile, sia su quelli dei singoli
materiali e componenti utilizzati per la realizzazione degli stessi.
Si prevede un incremento medio del fatturato a regime per ciascuna azienda variabile nel range
20÷100% (la percentuale è inversamente proporzionale alla dimensione dell’azienda), con un
conseguente aumento dell’utile di esercizio, che risulterà più che proporzionale, grazie al
conseguimento di economie di scala.
La costituzione del distretto “La Nuova Energia” avrà nei risvolti occupazionali e nelle opportunità
di sviluppo per il territorio che lo ospita i suoi punti di forza. Si tratta di un progetto di largo respiro
che, accanto all’obiettivo tecnologico, richiederà l’impiego di personale tecnico specializzato in vari
settori, fra i quali il termico, il metalmeccanico, l’elettrico e l’elettronico, con competenze
nell’ambito dello studio e della caratterizzazione dei materiali, della fluidodinamica, dell’energetica
e della meccanica.
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Il distretto si tradurrà anche in una risorsa ed in un riferimento per la nascita di nuove iniziative
imprenditoriali in settori correlati, con la conseguente crescita dell’indotto circostante e la creazione
di concrete opportunità di lavoro.
In definitiva, la realizzazione del Distretto produrrà impatti positivi sia sugli organici delle aziende
proponenti, sia sull’economia del territorio in termini di ricadute occupazionali.

Inviato da Valerio De Baggis (ANCE LAZIO-URCEL) - Roma - il 05/06/2014 13.09.10

4.1 Riduzione dei consumi energetici negli edifici e nelle strutture pubbliche o ad uso pubblico, residenziali e non residenziali e integrazione di fonti rinnovabili
4.1.1 Promozione dell’eco-efficienza e riduzione di consumi di energia primaria negli edifici e strutture pubbliche: interventi di ristrutturazione di singoli edifici o complessi di edifici, installazione di sistemi intelligenti di telecontrollo, regolazione, gestione, monitoraggio e ottimizzazione dei consumi energetici (smart buildings) e delle emissioni inquinanti anche attraverso l’utilizzo di mix tecnologici

obiettivi specifici

La riqualificazione energetica degli edifici rappresenta uno degli obiettivi più qualificanti della programmazione dei fondi comunitari 2014-2020. Gli edifici esistenti sono oggi responsabili del 40% dei consumi finali di energia e, a livello europeo, i dati indicano che sono gli edifici pubblici a produrre maggior inquinamento da CO2.

policy e suggerimenti

Si ritiene fondamentale concentrare le risorse disponibili soprattutto sul patrimonio immobiliare pubblico. Per l’edilizia privata già esistono importanti agevolazioni pubbliche, mentre il mercato delle nuove costruzioni si sta già confrontando con le soluzioni tecniche più evolute per la realizzazione di interventi con innovative caratteristiche prestazionali dal punto di vista energetico.
Gli interventi di efficientamento energetico del patrimonio immobiliare pubblico, anche come progetti pilota, possono incidere positivamente sull’innovazione del settore delle costruzioni, ed in particolare sulla domanda di impianti e materiali, per far si che anche tale mercato possa - uscendo da una logica di nicchia -evolvere in termini innovativi, dal punto di vista qualitativo e quantitativo.
Concludendo sul punto, si evidenzia che la tematica in oggetto presenta delle forte interrelazioni con gli altri OT, quali l’OT 1 (Ricerca e Innovazione) per quanto riguarda la possibilità di utilizzare processi e prodotti innovativi e OT 10 (Formazione) per ciò che attiene la formazione di un personale tecnico preparato e in grado di utilizzare i nuovi strumenti disponibili in tema di efficientamento energetico.

esempi best practices

ANCE LAZIO ha da tempo proposto alla Regione Lazio un approfondimento del tema dell’innovazione nel settore delle costruzioni, proprio con la diffusione di programmi di efficientamento energetico degli immobili pubblici, con l’obiettivo di definire modelli innovativi di intervento in partenariato pubblico-privato per interventi di ristrutturazione di edifici pubblici della Regione e degli enti locali, a cominciare dalle scuole.

Inviato da Giovanni Mazzitelli (INFN) - Frascati - il 27/05/2014 10.37.26

4.1 Riduzione dei consumi energetici negli edifici e nelle strutture pubbliche o ad uso pubblico, residenziali e non residenziali e integrazione di fonti rinnovabili
4.1.1 Promozione dell’eco-efficienza e riduzione di consumi di energia primaria negli edifici e strutture pubbliche: interventi di ristrutturazione di singoli edifici o complessi di edifici, installazione di sistemi intelligenti di telecontrollo, regolazione, gestione, monitoraggio e ottimizzazione dei consumi energetici (smart buildings) e delle emissioni inquinanti anche attraverso l’utilizzo di mix tecnologici

obiettivi specifici

Valorizzare le competenze e le infrastrutture residenti nel distretto scientifico e tecnologico (EPR e centri di ricerca privati) e universitario del Lazio attraverso il supporto di attività che realizzino prototipi d’infrastrutture moderne la gestione di dati ambientali ed energetici.

policy e suggerimenti

I centri di calcolo residenti nei laboratori di ricerca ed università del Lazio, costituiscono una realtà importante con capacità e prestazioni di archiviazione, elaborazione e analisi notevoli che ben si prestano per lo studio e la realizzazione di prototipi di infrastrutture aperte ed accessibili alla sensoristica polifunzionale e al controllo di sistemi energetici e ambientali sempre più necessari per sviluppo sostenibile ed intelligente delle risorse. Attività di supporto ed incentivo per progetti di prototipaggio e/o creazione di infrastrutture permanenti permetterebbero di sfruttare al meglio le risorse pubbliche in tale settore minimizzando il dispendio di risorse.

esempi best practices

Premiale 2012 INFN !CHAOS: A cloud of Controls http://www.choas.it/ e sua applicazione al caso ESCO.

Inviato da Carmelo (Interporto Centro Italia Orte S.p.A.) - Orte - il 26/05/2014 17.09.43

4.2 Riduzione dei consumi energetici e delle emissioni nelle imprese e integrazione di fonti rinnovabili
4.2.1 Incentivi finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti delle imprese e delle aree produttive compresa l'installazione di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile per l'autoconsumo

obiettivi specifici

Entro il 2050 l’Europa deve ridurre le emissioni dell’80-95% rispetto ai livelli del 1990.
Si propone di realizzare un progetto pilota di magazzino frigorifero passivo sperimentale atto a fungere da dimostratore e modello di sviluppo per l’intero tessuto produttivo laziale, per ricaduta sui settori agroalimentare, alimentare, farmaceutico, cosmetico e logistico, di dimensioni di 24.600 mq a temperatura e umidità controllata.
Il sistema pilota utilizzerà un sistema di cogenerazione di ultima generazione che utilizzi fonti autoctone e locali per l’alimentazione integrato ad un sistema di trigenerazione alimentato con sistema solare termodinamico (unico impianto pilota è esistente presso l’Interporto di Orte e sviluppato dall’Università della Tuscia), atto a garantire una elevata copertura del fabbisogno energetico e termico dell’Interporto di Orte, realizzando in tal modo un sistema intermodale ecosostenibile.
Tra le fonti autoctone potrà essere possibile prevedere anche l’utilizzo delle potature del sistema agricolo del comprensorio.
Il magazzino realizzato, assoggettato alle autorizzazioni doganali per lo stoccaggio e la trasformazione usuale in regime doganale ed IVA, supportando in tal modo le imprese laziali sia dal punto di vista logistico distributivo che dal punto di vista dell’internazionalizzazione.
Soggetto Beneficiario, Concedente e Richiedente: Regione Lazio;
Soggetto Attuatore e Progettista: Interporto Centro Italia S.p.A. (concessionario della Regione Lazio)
Importo previsto 15 milioni di euro

policy e suggerimenti

Il piano di investimenti proposto è conforme:
• Alle Raccomandazioni del Consiglio dell’Unione Europea sul programma nazionale di riforma 2013 dell’Italia (COM(2013) 362 del 29 maggio 2013);
• Agli obiettivi tematici per l’attuazione dei fondi FESR previsti dal documento di Politica di Coesione dell’UE 2014-2020;
• Al Libro Bianco “Tabella di marcia verso uno spazio unico europeo dei trasporti – Per una politica dei trasporti competitiva e sostenibile” della Commissione Europea (COM(2011) 144 del 28 marzo 2011) in particolare all’iniziativa 34;
• Al nuovo regolamento Ten-T, secondo il testo approvato dal Parlamento Europeo in data 19 novembre 2013.

esempi best practices

http://www.youtube.com/watch?v=xdgTNzjRbMI
http://bandi.miur.it/jobs.php/public/job/id_job/5581