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Contributi

Contributi per OT 3 - Promuovere la competitività delle PMI, il settore agricolo e il settore della pesca e dell’acquacoltura

3.1 Rilancio della propensione agli investimenti del sistema produttivo

3.1.3 Attrazione di investimenti mediante sostegno finanziario, in grado di assicurare una ricaduta sulle PMI a livello territoriale [azione da attuarsi con procedure negoziali, ed in collegamento con misure di contesto anche nell’ambito di strategie integrate di sviluppo locale]
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Inviato da ELVIRA BELLELLI (CONFPROFESSIONI LAZIO) - ROMA - il 06/06/2014 13.38.08

obiettivi specifici

Tra i fabbisogni e le criticità regionali che sono state individuate all’interno delle “Linee d’indirizzo per un uso efficiente delle risorse finanziarie destinate allo sviluppo 2014-2020” spiccano le fattispecie connesse alla promozione della competitività delle PMI.
In particolare, tra le altre emergono le seguenti criticità:
• la ridotta dimensione delle imprese;
• la scarsa integrazione di filiera;
• le difficoltà di accesso ai mercati esteri;
• l’elevato costo sociale dell’insuccesso nel passaggio generazionale;
• le criticità di avvio per le start-up con potenzialità di mercato;
• le difficoltà di accesso al credito;
• il ridotto numero di operazioni di venture capital;
• il ridotto numero di start-up in settori innovativi;
• le difficoltà da parte delle PMI nel passaggio generazionale e nel trasferimento d’impresa;
• la scarsa partecipazione delle donne a iniziative imprenditoriali in settori innovativi.
In altre parole la promozione della competitività delle PMI del Lazio deve passare necessariamente per un processo che comporti:
1) maggiore capacità di aggregazione;
2) incremento della propensione all’innovazione;
3) valorizzazione delle competenze tecniche, scientifiche e professionali.
In tal senso siamo profondamente convinti che per intraprendere un processo di crescita dimensionale e culturale le PMI abbiano necessità di attingere a un mercato dei servizi professionali moderno, competitivo e in grado di fornire prestazioni con un elevato livello di specializzazione. In un mercato dei servizi professionali fortemente frammentato rispetto al resto d’Europa (ma anche se confrontato con le migliori esperienze di alcuni territori del nord Italia) la scarsa dimensione degli studi professionali rischia di essere più che un volano un freno allo sviluppo delle PMI. Oggi, rispetto al passato, fare il professionista vuol dire uscire fuori dal proprio studio, comunicare le proprie competenze, superare il problema della vicinanza fisica, impadronirsi di technicalities aggiornate, procedere interattivamente con tutti gli interlocutori economici, in ambiti che vadano ben oltre i confini nazionali. Tutto questo richiede strutture organizzate e conoscenze interdisciplinari.
In tale contesto il recente varo della legge sulle Società Tra Professionisti (STP) e del relativo regolamento applicativo rappresenta una formidabile occasione da cogliere, favorendo le aggregazioni tra professionisti ed esaltando specializzazione e multidisciplinarietà.
La promozione del modello STP, inoltre, si collocherebbe in un contesto regionale dove il processo di accumulazione del capitale (investimenti fissi lordi per branca proprietaria) ha subito negli ultimi anni (dati 2010 su 2007) una profonda contrazione, con l’unica eccezione proprio del settore delle attività professionali che ha raddoppiato il peso relativo degli investimenti. Un’azione volta a promuovere la creazione di STP, dunque, avrebbe il duplice pregio di rendere maggiormente competitivo il settore delle attività professionali e, parallelamente e conseguentemente, accrescere la competitività di tutto il sistema delle PMI della nostra regione.

policy e suggerimenti

Si propone pertanto, anche alla luce dei più recenti indirizzi dell’Unione Europea, di indirizzare i flussi finanziari messi a disposizione attraverso i programmi FESR a interventi volti a favorire gli investimenti strutturali in STP, con particolare riferimento a:
• progetti di aggregazione di professionisti con differenti specializzazioni;
• progetti di aggregazione di professionisti appartenenti a diverse categorie professionali (multidisciplinarietà);
• progetti di aggregazione promossi da donne e giovani neoabilitati.

esempi best practices

Il modello STP, come dimostrato da alcune esperienze nel centro e nel nord d’Italia (ci si riferisce alle società di ingegneria), può divenire autonomamente uno strumento non soltanto di lavoro e di notevole stimolo alla crescita del tessuto imprenditoriale, ma anche di welfare (gravidanza, malattia, cure parentali, ecc.) e di ammortizzatore sociale nel momento dell’uscita dal mondo del lavoro.
Si è a disposizione per specifici approfondimenti.

Inviato da fabrizio nusca (associazione di professionisti) - ladispoli - il 30/05/2014 12.01.28

obiettivi specifici

l'obiettivo è di permettere e facilitare la realizzazione di un progetto, ridurre gli ostacoli burocratici e semplificare l'accesso al fondo economico da parte della PMI.

policy e suggerimenti

ridurre drasticamente le fasi burocratiche e creare una task force locale che verifichi costantemente la realizzazione del progetto e il corretto impiego del contributo da parte del PMI, eliminare l'intermediazione