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Contributi

Contributi per OT 3 - Promuovere la competitività delle PMI, il settore agricolo e il settore della pesca e dell’acquacoltura

3.6 Miglioramento dell’accesso al credito , del finanziamento delle imprese e della gestione del rischio in agricoltura

3.6.4 Contributo allo sviluppo del mercato dei fondi di capitale di rischio per lo start-up d’impresa nelle fasi pre-seed, seed, e early stage
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Inviato da Luca Raffaele (NeXt Nuova Economia per Tutti) - Roma - il 10/06/2014 16.03.44

obiettivi specifici

Il tessuto produttivo del Lazio, come quello nazionale, è fondato sulle piccole e medie imprese ed ha gravi difficoltà nell’ottenere finanziamenti dalle banche, soprattutto dopo la crisi del 2008. Tale tessuto ha bisogno di nuove forme di accesso al credito, coniugate ad un reale impegno di sostenibilità.
Il crowdfunding si sta affermando sia a livello nazionale che a livello locale, ed è in grado di legare progetti sostenibili e innovativi al territorio laziale, promuovendo una cultura della responsabilità sociale d’impresa, condivisa tra imprese e cittadini.
Nello specifico si propone di adottare la disciplina dell'equity crowdfunding, normata dal Decreto Crescita bis (decreto n. 179/2012 convertito nella legge 221/2012) e dal recente Regolamento della Consob, per attuare una politica di innovazione a livello regionale, in grado da un lato di supportare le nuove realtà imprenditoriali che vogliono creare valore nel Lazio e dall’altro agevolare i cittadini invest-attori che vogliono investire in un soggetto etico, attraverso parte dei loro risparmi, partecipando direttamente alla vita aziendale. Si parla di “equity-based crowdfunding” quando tramite l’investimento on-line si acquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una società: in tal caso, la “ricompensa” per il finanziamento è rappresentata dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione nell’impresa.
La partecipazione attiva delle persone è uno strumento importante per riconnettere gli obiettivi economici a finalità collettive, aggregando l'offerta sul territorio laziale attraverso al creazione di un Portale regionale di equity crowdfunding, con il supporto di un’alleanza tra le principali associazioni di consumatori, le banche "etiche" e le organizzazioni della società civile.

policy e suggerimenti

L'equity crowdfunding risponde al crescente bisogno di sostenibilità e di capitale per i nuovi progetti e le nuove startup innovative, perché tanto più il capitale è diffuso tanto più può essere sostenibile. Essendo uno strumento di recente acquisizione ci sarà bisogno di una esigenza di informazione e sensibilizzazione dei cittadini-investitori per allargare il primo “anello” per la capitalizzazione delle startup, aiutando le imprese a superare l’asimmetria informativa sull’approvvigionamento di capitale. La Regione Lazio potrà acquisire un vantaggio competitivo a livello territoriale, compiendo un’integrazione dell’equity crowdfunding all’interno di un ampio ventaglio di strumenti di finanziamento di impresa, comprendente capitale di rischio e di debito, con un particolare interesse alla costituzione di startup cooperative, già abituate a lavorare con una pluralità di soci, individuando forme compatibili con la natura cooperativa.
Per il consolidamento delle startup finanziate con l’equity crowdfunding e anche per la tutela degli investitori si potrà offrire alle startup un supporto di mentoring, attivando una rete virtuosa di "reciprocità" e chiedendo ai soggetti emersi di restituire l’esperienza acquisita ai nuovi entrati.
Per l'avvio di un Progetto che mira a durare nel tempo, sarà importante coinvolgere la Rete di associazioni attivata già da NeXt su questo tema e selezionare dei Territori Test (identificazione, scouting, lancio, controllo, comunicazione risultati, raccomandazione varianti regolamento) con l' aggregazione dei soggetti interessati a impegnarsi.
Le opportunità di miglioramento sono rappresentate dal fatto che in vista della rivisitazione della disciplina Mifid, la Regione potrebbe svolgere un ruolo di influencer molto forte per l'eliminazione del vincolo del 5% di sottoscrizione di un investimento che oggi deve essere sottoscritto da fondazioni bancarie, incubatori certificati di startup e investitori professionali, che non rappresenta una sufficiente garanzia di tutela degli investitori non professionali, e rischia di vanificare la raccolta e scoraggiare eventuali ulteriori investimenti. Sarà importante allargare la disciplina alle PMI e valutare una exit strategy per chi ha acquistato azioni via web.

esempi best practices

Il punto forte delle piattaforme di crowdfunding non sta solo nell’offrire una soluzione “chiavi in mano”, ma anche nel fatto che, attraverso le loro attività giornaliere, sviluppano conoscenze e esperienza che si rivelano spesso fondamentali per creare una cultura della sostenibilità. Inoltre, contribuiscono a ridurre i costi di transazione e le complessità legislative, e riescono a coinvolgere una certa quantità di cittadini-investitori responsabili e attenti alle esternalità prodotti dai progetti finanziati, tutti potenziali investitori che sono fuori dalla rete di contatti istituzionali abituale.
Esempi e best practice di successo di piattaforme di crowdfunding sono https://www.kickstarter.com/ e https://joinmosaic.com/.
Non esiste ancora un chiaro riferimento per quanto riguarda le piattaforme di equity crowdfunding in Italia, unico paese europeo in cui la disciplina è stata regolamentata, con la costituzione di un apposito albo di iscrizione dove sono presenti per il momento due realtà avviate di recente come http://www.unicaseed.it/ e http://www.starsup.it/. A livello internazionale sono tante le proposte per costituire una piattaforma di equity crowdfunding, in assenza ancora di realtà consolidate, per un mercato che sarà presto regolamentato anche fuori dall'Italia con assume un ritmo elevato di espansione.

Inviato da Luca Raffaele (NeXt Nuova Economia per Tutti) - Roma - il 10/06/2014 16.03.44

obiettivi specifici

Il tessuto produttivo del Lazio, come quello nazionale, è fondato sulle piccole e medie imprese ed ha gravi difficoltà nell’ottenere finanziamenti dalle banche, soprattutto dopo la crisi del 2008. Tale tessuto ha bisogno di nuove forme di accesso al credito, coniugate ad un reale impegno di sostenibilità.
Il crowdfunding si sta affermando sia a livello nazionale che a livello locale, ed è in grado di legare progetti sostenibili e innovativi al territorio laziale, promuovendo una cultura della responsabilità sociale d’impresa, condivisa tra imprese e cittadini.
Nello specifico si propone di adottare la disciplina dell'equity crowdfunding, normata dal Decreto Crescita bis (decreto n. 179/2012 convertito nella legge 221/2012) e dal recente Regolamento della Consob, per attuare una politica di innovazione a livello regionale, in grado da un lato di supportare le nuove realtà imprenditoriali che vogliono creare valore nel Lazio e dall’altro agevolare i cittadini invest-attori che vogliono investire in un soggetto etico, attraverso parte dei loro risparmi, partecipando direttamente alla vita aziendale. Si parla di “equity-based crowdfunding” quando tramite l’investimento on-line si acquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una società: in tal caso, la “ricompensa” per il finanziamento è rappresentata dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione nell’impresa.
La partecipazione attiva delle persone è uno strumento importante per riconnettere gli obiettivi economici a finalità collettive, aggregando l'offerta sul territorio laziale attraverso al creazione di un Portale regionale di equity crowdfunding, con il supporto di un’alleanza tra le principali associazioni di consumatori, le banche "etiche" e le organizzazioni della società civile.

policy e suggerimenti

L'equity crowdfunding risponde al crescente bisogno di sostenibilità e di capitale per i nuovi progetti e le nuove startup innovative, perché tanto più il capitale è diffuso tanto più può essere sostenibile. Essendo uno strumento di recente acquisizione ci sarà bisogno di una esigenza di informazione e sensibilizzazione dei cittadini-investitori per allargare il primo “anello” per la capitalizzazione delle startup, aiutando le imprese a superare l’asimmetria informativa sull’approvvigionamento di capitale. La Regione Lazio potrà acquisire un vantaggio competitivo a livello territoriale, compiendo un’integrazione dell’equity crowdfunding all’interno di un ampio ventaglio di strumenti di finanziamento di impresa, comprendente capitale di rischio e di debito, con un particolare interesse alla costituzione di startup cooperative, già abituate a lavorare con una pluralità di soci, individuando forme compatibili con la natura cooperativa.
Per il consolidamento delle startup finanziate con l’equity crowdfunding e anche per la tutela degli investitori si potrà offrire alle startup un supporto di mentoring, attivando una rete virtuosa di "reciprocità" e chiedendo ai soggetti emersi di restituire l’esperienza acquisita ai nuovi entrati.
Per l'avvio di un Progetto che mira a durare nel tempo, sarà importante coinvolgere la Rete di associazioni attivata già da NeXt su questo tema e selezionare dei Territori Test (identificazione, scouting, lancio, controllo, comunicazione risultati, raccomandazione varianti regolamento) con l' aggregazione dei soggetti interessati a impegnarsi.
Le opportunità di miglioramento sono rappresentate dal fatto che in vista della rivisitazione della disciplina Mifid, la Regione potrebbe svolgere un ruolo di influencer molto forte per l'eliminazione del vincolo del 5% di sottoscrizione di un investimento che oggi deve essere sottoscritto da fondazioni bancarie, incubatori certificati di startup e investitori professionali, che non rappresenta una sufficiente garanzia di tutela degli investitori non professionali, e rischia di vanificare la raccolta e scoraggiare eventuali ulteriori investimenti. Sarà importante allargare la disciplina alle PMI e valutare una exit strategy per chi ha acquistato azioni via web.

esempi best practices

Il punto forte delle piattaforme di crowdfunding non sta solo nell’offrire una soluzione “chiavi in mano”, ma anche nel fatto che, attraverso le loro attività giornaliere, sviluppano conoscenze e esperienza che si rivelano spesso fondamentali per creare una cultura della sostenibilità. Inoltre, contribuiscono a ridurre i costi di transazione e le complessità legislative, e riescono a coinvolgere una certa quantità di cittadini-investitori responsabili e attenti alle esternalità prodotti dai progetti finanziati, tutti potenziali investitori che sono fuori dalla rete di contatti istituzionali abituale.
Esempi e best practice di successo di piattaforme di crowdfunding sono https://www.kickstarter.com/ e https://joinmosaic.com/.
Non esiste ancora un chiaro riferimento per quanto riguarda le piattaforme di equity crowdfunding in Italia, unico paese europeo in cui la disciplina è stata regolamentata, con la costituzione di un apposito albo di iscrizione dove sono presenti per il momento due realtà avviate di recente come http://www.unicaseed.it/ e http://www.starsup.it/. A livello internazionale sono tante le proposte per costituire una piattaforma di equity crowdfunding, in assenza ancora di realtà consolidate, per un mercato che sarà presto regolamentato anche fuori dall'Italia con assume un ritmo elevato di espansione.