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Contributi

Contributi per OT 3 - Promuovere la competitività delle PMI, il settore agricolo e il settore della pesca e dell’acquacoltura

3.5 Nascita e Consolidamento delle Micro, Piccole e Medie Imprese

3.5.1 Interventi di supporto alla nascita di nuove imprese sia attraverso incentivi diretti, sia attraverso l’offerta di servizi, sia attraverso interventi di micro-finanza. [L’azione promuove lo start-up di impresa trasversalmente ai settori di attività, eventualmente premiando caratteristiche di innovatività o creatività nell’idea imprenditoriale, nelle forme di gestione, nei prodotti o processi, l'eco-innovazione e la promozione di un uso efficace delle risorse, la crescita culturale e della biodiversità.]
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Inviato da ELVIRA BELLELLI (CONFPROFESSIONI LAZIO) - ROMA - il 24/06/2014 15.15.24

obiettivi specifici

si concorda con l’obiettivo espresso dal documento preliminare SOTTOLINEANDO L'IMPORTANZA DI FINANZIAMENTI IN CONTO CAPITALE

policy e suggerimenti

in termini di modalità attuative, si auspica che non vengano ripetute esperienze cosidette “a sportello” in quanto non premiano la qualità dell’iniziativa imprenditoriale ma fortunate casualità di connessione

Inviato da Luca Raffaele (NeXt Nuova Economia per Tutti) - Roma - il 09/06/2014 20.07.01

obiettivi specifici

Il tessuto produttivo del Lazio, come quello nazionale, è fondato sulle piccole e medie imprese ed ha gravi difficoltà nell’ottenere finanziamenti dalle banche, soprattutto dopo la crisi del 2008. Tale tessuto ha bisogno di nuove forme di accesso al credito, coniugate ad un reale impegno di sostenibilità.
Il crowdfunding si sta affermando sia a livello nazionale che a livello locale, ed è in grado di legare progetti sostenibili e innovativi al territorio laziale, promuovendo una cultura della responsabilità sociale d’impresa, condivisa tra imprese e cittadini.
Nello specifico si propone di adottare la disciplina dell'equity crowdfunding, normata dal Decreto Crescita bis (decreto n. 179/2012 convertito nella legge 221/2012) e dal recente Regolamento della Consob, per attuare una politica di innovazione a livello regionale, in grado da un lato di supportare le nuove realtà imprenditoriali che vogliono creare valore nel Lazio e dall’altro agevolare i cittadini invest-attori che vogliono investire in un soggetto etico, attraverso parte dei loro risparmi, partecipando direttamente alla vita aziendale. Si parla di “equity-based crowdfunding” quando tramite l’investimento on-line si acquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una società: in tal caso, la “ricompensa” per il finanziamento è rappresentata dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione nell’impresa.
La partecipazione attiva delle persone è uno strumento importante per riconnettere gli obiettivi economici a finalità collettive, aggregando l'offerta sul territorio laziale attraverso al creazione di un Portale regionale di equity crowdfunding, con il supporto di un’alleanza tra le principali associazioni di consumatori, le banche "etiche" e le organizzazioni della società civile.

policy e suggerimenti

L'equity crowdfunding risponde al crescente bisogno di sostenibilità e di capitale per i nuovi progetti e le nuove startup innovative, perché tanto più il capitale è diffuso tanto più può essere sostenibile. Essendo uno strumento di recente acquisizione ci sarà bisogno di una esigenza di informazione e sensibilizzazione dei cittadini-investitori per allargare il primo “anello” per la capitalizzazione delle startup, aiutando le imprese a superare l’asimmetria informativa sull’approvvigionamento di capitale. La Regione Lazio potrà acquisire un vantaggio competitivo a livello territoriale, compiendo un’integrazione dell’equity crowdfunding all’interno di un ampio ventaglio di strumenti di finanziamento di impresa, comprendente capitale di rischio e di debito, con un particolare interesse alla costituzione di startup cooperative, già abituate a lavorare con una pluralità di soci, individuando forme compatibili con la natura cooperativa.
Per il consolidamento delle startup finanziate con l’equity crowdfunding e anche per la tutela degli investitori si potrà offrire alle startup un supporto di mentoring, attivando una rete virtuosa di "reciprocità" e chiedendo ai soggetti emersi di restituire l’esperienza acquisita ai nuovi entrati.
Per l'avvio di un Progetto che mira a durare nel tempo, sarà importante coinvolgere la Rete di associazioni attivata già da NeXt su questo tema e selezionare dei Territori Test (identificazione, scouting, lancio, controllo, comunicazione risultati, raccomandazione varianti regolamento) con l' aggregazione dei soggetti interessati a impegnarsi.
Le opportunità di miglioramento sono rappresentate dal fatto che in vista della rivisitazione della disciplina Mifid, la Regione potrebbe svolgere un ruolo di influencer molto forte per l'eliminazione del vincolo del 5% di sottoscrizione di un investimento che oggi deve essere sottoscritto da fondazioni bancarie, incubatori certificati di startup e investitori professionali, che non rappresenta una sufficiente garanzia di tutela degli investitori non professionali, e rischia di vanificare la raccolta e scoraggiare eventuali ulteriori investimenti. Sarà importante allargare la disciplina alle PMI e valutare una exit strategy per chi ha acquistato azioni via web.

esempi best practices

Il punto forte delle piattaforme di crowdfunding non sta solo nell’offrire una soluzione “chiavi in mano”, ma anche nel fatto che, attraverso le loro attività giornaliere, sviluppano conoscenze e esperienza che si rivelano spesso fondamentali per creare una cultura della sostenibilità. Inoltre, contribuiscono a ridurre i costi di transazione e le complessità legislative, e riescono a coinvolgere una certa quantità di cittadini-investitori responsabili e attenti alle esternalità prodotti dai progetti finanziati, tutti potenziali investitori che sono fuori dalla rete di contatti istituzionali abituale.
Esempi e best practice di successo di piattaforme di crowdfunding sono https://www.kickstarter.com/ e https://joinmosaic.com/.
Non esiste ancora un chiaro riferimento per quanto riguarda le piattaforme di equity crowdfunding in Italia, unico paese europeo in cui la disciplina è stata regolamentata, con la costituzione di un apposito albo di iscrizione dove sono presenti per il momento due realtà avviate di recente come http://www.unicaseed.it/ e http://www.starsup.it/. A livello internazionale sono tante le proposte per costituire una piattaforma di equity crowdfunding, in assenza ancora di realtà consolidate, per un mercato che sarà presto regolamentato anche fuori dall'Italia con assume un ritmo elevato di espansione.

Inviato da alberto dellerba (Associazione Culturale Europea le Fattorie sul Velino) - Micigliano (RI) - il 06/06/2014 21.23.26

obiettivi specifici

informare i giovani soprattutto e i meno giovani che spesso sono un ottimo veicolo di informazione della esistenza delle opportunità da utilizzare per costituire nuove imprese.

policy e suggerimenti

L'accordo di Programma della legge241/90 art.15 lavoro ed attività produttive della Provincia di rieti ho constatato personalmente come e' stato utilizzato male ,in tutti i comuni di Rieti sono stati presentati circa 70
progetti di cui 10 li ho preparati io attaraverso la mia associazione culturale ospitata gentilmente presso un locale nel comune di Rieti, si e' impegnata per far conoscere l'esistenza di tale opportunità ,ma 90 comuni su 100 non hanno dato nessuna informazione, ho fatto volantini riunioni bozze di progetto una risposta entusiasta delle persone informate,mi dispiace per tutti quelli che non ho potuto seguire,ma non ho ne struttura ne mezzi per fare di più sono molto deluso per la mancanza di organizzazione territoriale che non ha neanche provato a programmare la diffusione di un messaggio cosi importante,e non dite alla stampa che e' stato un successo,il risultato e' un doppio danno 1) non avere informato coloro che ne potevano usufruire 2) gestire una risposta errata per la valutazione territoriale della disponibilità a investire scaturiata dall'analisi di una risposta sbagliata.

esempi best practices

Bisognerebbe organizzare una struttura capace di dialogare con i giovani e le imprese,che ne cerchi il contatto e sappia gestire i rapporti con competenza ed entusiasmo ,i comuni e le strutture pubbliche devono ricevere comunicazioni e direttive che devono seguire informando sistematicamente cosa stanno facendo con chi come e quando impegandosi a delegare dove non ci arrivano da soli, attaccare comunicazioni anche nei bar che sono ben lieti di informare i propri figli e conoscenti.Io da solo avrei potuto fare i 10 progettifatti per un solo comune per 73 comuni uguale 730 progetti!!!!! Una vera operazione di protezione sociale programmare la nascita di circa 700 aziende nella Provincia di rieti dati alla mano dimostrabili.

Inviato da Giuseppe Di Battista (Universita' Roma Tre) - Roma - il 23/05/2014 12.04.01

obiettivi specifici

Realizzazione di una piattaforma-rete di consulenti di società cooperative che possano fornire alle start-up in forma cooperativa:

1) assistenza gestionale in tutte le fasi dello start-up aziendale e supporto specialistico sia nell’implementazione della “particolare” forma societaria, sia nella fase successiva di “gestione condivisa” delle scelte imprenditoriali (coordinamento con azione 1.1.2.);

2) assistenza all’accesso ad attività di crow-founding, micro finanza ed implementazione dei tipici strumenti finanziari cooperativi;

3) accesso ad una banca dati di soggetti svantaggiati per poter creare le basi di una maggiore inclusione sociale da sempre alla base della forma societaria cooperativa (coordinamento con azione 3.7.1.);

4) formazione ai tecnici e quadri del movimento cooperativo.

policy e suggerimenti

In un contesto caratterizzato da una prolungata crisi economica che ha minato alla base il sistema Italia facendo venir meno numerose imprese e reso più fragili economicamente e finanziariamente molte realtà imprenditoriali medio-piccole, la forma societaria cooperativa si propone come spazio di condivisione di idee imprenditoriali superando il dualismo capitale e lavoro. Tale forma societaria è contraddistinta dalla figura del socio-coimprenditore che, condividendo le scelte aziendali, garantisce una maggiore flessibilità all’impresa nei periodi recessivi e può essere la base di un organizzazione del lavoro che tengano conto anche dei fattori famiglia, socialità, tempo libero.
Inoltre i soci sono interessati a garantire la sopravvivenza della società per garantire la propria occupazione e magari un futuro lavorativo ai propri figli e questo porterà a scelte imprenditoriali di medio-lungo periodo.
Incentivando la nascita di cooperative si riduce il rischio di finanziare imprese che poi delocalizzano le attività in altre aree geografiche infatti le coop possono essere paragonate ad alberi che creano ricchezza-umus per l’ambiente che li circonda ma avendo profonde radici nel terreno non possono essere spostate. Le radici sono i soci.
Le cooperative sociali sono un esempio virtuoso di integrazione delle fasce più svantaggiate della popolazione.
Ciò che manca però è un’adeguata formazione alle pratiche cooperative e relativamente ridotta è la formazione di base sulla specifica tipologia societaria. Una RETECOOPERATIVA.2 che metta in condivisione le buone pratiche cooperative dei consulenti specializzati su questa forma societaria può garantire la crescita di queste realtà imprenditoriali. Inoltre si attiverebbe un circuito virtuoso tra rete di consulenti cooperativi (portatori del know-how)– università (stimolo a nuove idee organizzative)-studenti (futuri cooperatori e tecnici del settore) che garantirebbe un costante flusso formativo-informativo.
Tale rete è attualmente assente e potrebbe garantire sia l’adeguata assistenza gestionale sia servizi connessi (analisi delle migliori opzioni di finanziamento).
Potrebbe favorire l’incontro tra la domanda delle cooperative sociali d’inserimento di soggetti svantaggiati e la richiesta di entrare in ambito lavorativo di queste persone.
L’idea è che mentre un solo consulente non può fornire tutte le risposte una rete di consulenti di cooperative potrebbe riuscirci.

esempi best practices

Le imprese cooperative falliscono meno (dati Unioncamere sul primo trimestre 2014) e garantiscono più stabilità all’occupazione creata (vedi report cooperative ed occupazione ad opera sia delle Centrali cooperative che dell’Istat).