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Inviato da Servizio Ricerca (Università Cattolica) (Università Cattolica) - Roma - il 15/07/2014 10.35.51

OT 2 - Migliorare l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nonché l'impiego e la qualità delle medesime

2.2 Digitalizzazione dei processi amministrativi e diffusione di servizi digitali pienamente interoperabili della PA offerti a cittadini e imprese (in particolare nella sanità e nella giustizia)
2.2.1 Soluzioni tecnologiche per l’innovazione dei processi interni dei vari ambiti della Pubblica Amministrazione nel quadro del Sistema pubblico di connettività, riguardanti in particolare la giustizia (informatizzazione del processo civile), la sanità e i beni culturali. [Gli interventi dovranno garantire i necessari standard di sicurezza e protezione di dati, anche razionalizzando i Data Center Pubblici e gestendo i dati in cloud computing tramite soluzioni green]

obiettivi specifici

CREAZIONE/SVILUPPO /AVANZAMENTO DELL'OSPEDALE VIRTUALE, CHE PERMETTE TRAMITE L'UTILIZZO DI TECNOLOGIE AVANZATE DI RENDERE POSSIBILE TRA I NODI DELLA RETE DEL SISTEMA SOCIO SANITARIO, LA CONDIVISIONE SISTEMATICA DEI DATI (PERSONALI, STATO DI SALUTE, DIAGNOSI CLINICHE, IMMAGINI DIAGNOSTICHE, TRATTAMENTI, ADERENZA AL TRATTAMENTO) RELATIVI AI PAZIENTI DEL TERRITORIO.
Da un punto di vista tecnico, la realizzazione dell'ospedale virtuale si concretizza nella
realizzazione di un'applicazione informatica che, facendo perno su un repository di riferimento, rende condivisibili le informazioni di un paziente, anche quando non ricoverato in ospedale, secondo la struttura di una cartella clinica elettronica, che diventa consultabile e/o compilabile dai soggetti autorizzati su tutto il territorio (medico di medicina generale, strutture ospedaliere, presidi socio-sanitari, operatori dell'assistenza domiciliare integrata).
Lo sviluppo dell'ospedale virtuale richiede:
– avanzamento del modello organizzativo integrato tra le strutture del territorio, secondo
problemi di salute, da gestire attraverso la costruzione di “integrated care pathways”, cioè percorsi clinico assistenziali integrati tra i diversi nodi della rete socio-sanitaria;
– avanzamento tecnico del sistema di comunicazione dei dati socio sanitari (Electronic Health
Record System che permetta la condivisione di dati testuali, immagini, cartelle cliniche) e sviluppo di applicazioni e di un repository cloud accessibili agli utenti autorizzati.
Obiettivi specifici dello sviluppo dell'ospedale virtuale sono:
• seguire in tempo reale lo sviluppo del percorso clinico assistenziale del paziente presso un
qualunque nodo (ospedaliero o territoriale) della rete fornendo una lettura integrata;
• condividere in tempo reale le informazioni di un paziente derivanti dai programmi di
telemedicina e home-monitoring e consentire momenti di condivisione peer to peer sulle scelte
assistenziali più appropriate;
• programmare e fornire tempestivamente servizi di continuità assistenziale integrativi, nelle
fasi critiche di passaggio in carico tra i nodi della rete.

policy e suggerimenti

L'integrazione dei servizi socio-sanitari sul territorio si configura come una delle priorità di tutti i sistemi sanitari europei, perché permette un'assistenza personalizzata ed un relativo contenuto aumento dei costi del sistema.
Lo sviluppo dell'ospedale virtuale inteso come creazione del repository cloud e delle applicazioni di utilizzo sono realizzabili ed effettivamente utilizzabili in quelle realtà/strutture che siano predisposti dal punto di vista organizzativo alla condivisione e gestione dei dati in maniera integrata. Lo sviluppo di percorsi clinico assistenziali integrati risulta un fondamentale strumento di gestione dell'ospedale virtuale.
Lo sviluppo tecnologico è ovviamente fondamentale.
La complessa attività organizzativa e tecnica che implica una forte collaborazione delle strutture ospedaliere, regionali e delle altre strutture del sistema socio-sanitario, richiede necessariamente un coordinamento forte da parte delle strutture ospedaliere di riferimento sul territorio.

esempi best practices

Molteplici sistemi di integrazione dei servizi socio sanitari sul territorio sono stati sviluppati a livello europeo. La European Innovation Partnership on Active and Healthy Ageing raggruppa attori regionali e nazionali europei che lavorano e scambiano best practice nel campo
dell'invecchiamento. Tra i gruppi principali di lavoro, quello sull' “Integrated Care” (gruppo B3 -
http://ec.europa.eu/research/innovation-union/index_en.cfm?section=active-healthyageing&
pg=action_group_b3 ) offre una panoramica degli strumenti utilizzati da altre regioni
europee nella campo della salute integrata (vedi good practice:
http://ec.europa.eu/research/innovation-union/pdf/active-healthyageing/
gp_b3.pdf#view=fit&pagemode=none ).
Nella regione Lazio, all’interno dalla propria riorganizzazioni in Poli assistenziali, il Policlinico Universitario “A. Gemelli” ha avviato dal 2012 la costruzione di Integrated Care Pathways /Percorsi Clinico Assistenziali integrati dedicati alla gestione dei pazienti con specifici problemi di salute. Tali ICP sono sviluppati in collaborazione con le associazioni di pazienti, i medici di medicina generale, i distretti socio-sanitari e prevedono una serie di azioni di miglioramento e indicatori di qualità che vanno ad interessare, oltre alle dimensioni della qualità tecnica, dell’efficienza e dell’appropriatezza degli interventi, proprio quelle dell’accessibilità, della comunicazione e centralità del paziente, del governo delle interfacce tra e negli ambiti istituzionali interessati da una presa in carico continuativa del paziente e dei suoi care-givers. Su tale modello organizzativo, il Policlinico sta inoltre modulando lo sviluppo dei propri sistemi informativi
aziendali.

Inviato da Servizio Ricerca (Università Cattolica) (Università Cattolica) - Roma - il 15/07/2014 10.28.08

OT 1 - Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione

1.2 Rafforzamento del sistema innovativo regionale e nazionale attraverso l’incremento della collaborazione tra imprese e strutture di ricerca e il loro potenziamento
1.2.2 Sostegno alla partecipazione degli attori dei territori a piattaforme di concertazione e reti nazionali di specializzazione tecnologica, come i Cluster Tecnologici Nazionali, e a progetti finanziati con altri programmi europei per la ricerca e l’innovazione (come Horizon 2020)

obiettivi specifici

Con riferimento al supporto regionale alle attività di H2020, le seguenti iniziative risultano necessarie:

A. ALLOCAZIONE DI RISORSE DEDICATE AI BANDI LANCIATI DA ERANET, COORDINATION AND SUPPORT ACTION, PRECOMMERCIAL PROCUREMENT E COFUND IN H2020.
Tra le azioni sviluppate in ambito europeo in Horizon2020, trovano posto le iniziative di coordinamento delle politiche e delle attività di ricerca, finanziate parzialmente dalla DG Ricerca della Commissione Europea. Tra queste si annoverano gli ERANET, le Coordination and Support Action, le Pre-commercial Procurement, le Public Procurement for Innovative Solutions e tutte le cofund actions. Tutte le azioni sopra-menzionate prediligono la partecipazione di ministeri nazionale e/o autorità regionali, a seconda della tematica di competenze, perché è richiesto un impegno finanziario di co-finanziamento delle azioni. Il Co-finanzimento regionale può avvenire ovviamente attraverso le risorse a disposizione degli Stati Membri
dai Fondi Strutturali. L’allocazione di risorse per partecipare a queste iniziative europee diventa indispensabile per garantire che gli attori della Regione Lazio possano usufruire dei benefici e dei finanziamenti che da esse derivano.
Ad esempio, nel caso di Pre-commercial Procurement e Public Procurement for Innovative Solutions, la regione Lazio, in partnership con altre public authorities europee può partecipare ai bandi dedicati in H2020, che le permetteranno di acquisire risorse aggiuntive per lanciare gare d’appalto sul proprio territorio (per informazioni http://ec.europa.eu/digital-agenda/en/news/calls-eu-funding-opportunitiespre-
commercial-procurement-and-public-procurement-innovative)

B. FINANZIAMENTO DEI BEST LOSERS IN HORIZON2020
Una delle azioni che porterebbe grandi vantaggi è il finanziamento di quelle proposte progettuali, che, presentate in Horizon2020, pur avendo raggiunto un buon punteggio ed una valutazione positiva, non vengono finanziati a livello europeo per mancanza di risorse. Quest’azione è più semplice per quei progetti che non richiedono un partenariato internazionale.
I vantaggi sono molteplici:
· La regione finanzierebbe progetti di buona qualità già valutati, risparmiando i costi di selezione e valutazione delle proposte;
· I costi di preparazione delle proposte non verrebbero duplicati perché la stessa medesima
proposta presentata in ambito internazionale verrebbe riproposta in ambito regionale;
· Permettere l’implementazione di progetti che, pur essendo di buona qualità, non verrebbero mai realizzati.
Si ritiene però necessario rendere le regole dei finanziamento dei BEST LOSERS meno stringenti, evitando di finanziare solo quei consorzi che abbiano al proprio interno una PMI della regione lazio.

C. ALLOCAZIONE DI RISORSE DEDICATE AI BANDI LANCIATI DA INIZIATIVE CONGIUNTE, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA JPI MORE YEARS BETTER LIFE
La Joint Programming Initiative More Years, Better Life è un nuovo approccio per promuovere la
collaborazione e il coordinamento in Ricerca e sviluppo in Europa. Si tratta di una attività guidata dai singoli stati membri , che mira a rafforzare il coordinamento e la collaborazione tra i programmi di ricerca europei e nazionali in materia di cambiamento demografico (http://www.jp-demographic.eu/).
La JPI ha in programma per il marzo 2015 il lancio di una prima call for proposal congiunta tra i membri della JPI sul tema “A new labor market and its implications for health, wellbeing, societal inclusion and intergenerational link. Ogni membro, secondo le proprie disponibilità potrà mettere a disposizione le risorse per finanziare progetti congiunti. Le risorse messe a disposizione da ogni singolo membro della JPI serviranno a finanziare i beneficiari dei progetti appartenenti al territorio del membro stesso.

policy e suggerimenti

I Vantaggi derivanti dalle azione A e C sono molteplici:
· La possibilità per la Regione Lazio di allocare risorse che ricadono all’interno del proprio territorio, ma allo stesso tempo:
o stimolare gli attori del territorio ad entrare in contatto con altre partnership europee;
o utilizzare sistemi congiunti per la valutazione delle proposal e quindi con un costo inferiore della fase di valutazione dei progetti;
o assicurarsi un livello qualitativo dei progetti elevato agli standard europei.
· Integrare le risorse comunitarie (Fondi Strutturali e H2020) nel totale rispetto e ambizione della Commissione Europea;
· Razionalizzare le risorse disponibile su specifiche priorità, evitando frammentazione degli
interventi.

I vantaggi derivanti dall’azione B sono:
· La regione finanzierebbe progetti di buona qualità già valutati, risparmiando i costi di selezione e valutazione delle proposte;
· I costi di preparazione delle proposte non verrebbero duplicati perché la stessa medesima proposta presentata in ambito internazionale verrebbe riproposta in ambito regionale;
· Permettere l’implementazione di progetti che, pur essendo di buona qualità, non verrebbero mai realizzati.

Inviato da Servizio Ricerca (Università Cattolica) (Università Cattolica) - Roma - il 15/07/2014 10.18.17

OT 1 - Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione

1.2 Rafforzamento del sistema innovativo regionale e nazionale attraverso l’incremento della collaborazione tra imprese e strutture di ricerca e il loro potenziamento
1.2.4 Supporto alla realizzazione di progetti complessi di attività di ricerca e sviluppo su poche aree tematiche di rilievo e all’applicazione di soluzioni tecnologiche funzionali alla realizzazione delle strategie di S3 [da realizzarsi anche attraverso la valorizzazione dei partenariati pubblico-privati esistenti, come i Distretti Tecnologici, i Laboratori Pubblico-Privati e i Poli di Innovazione]

obiettivi specifici

Creazione di una struttura a rete complessa multifunzionale e multidisciplinare (Polo scientifico) che permetta di realizzare un’articolata offerta di formazione e di ricerca coerentemente con le esigenze e i fabbisogni del sistema socio-economico del territorio della Regione Lazio, secondo le priorità definite nella Smart Specialisation Strategy nell’ambito delle Scienze della Vita.
Il Polo Scientifico di configura come una piattaforma tecnologica integrata dove vengono collegate in rete, fisicamente, funzionalmente e virtualmente strutture esistenti, potenziate laddove necessario, per offrire, attraverso una regia concertata, servizi ad elevato valore aggiunto al sistema delle PMI, dei centri di ricerca, delle università. Il Polo si configura quindi come una cabina di regia regionale che integra le risorse del territorio e le mette a disposizione degli attori del sistema produttivo e di altri enti di ricerca.
Le attività che devono essere finanziate per la creazione e per il funzionamento del polo sono:
1) un sistema informativo, in grado di condividere ed integrare i dati raccolti in vari Centri di Ricerca e di diagnostica strumentale a scopi di ricerca clinica, di diagnostica interdisciplinare avanzata e di epidemiologia;
2) una rete di apparecchiature scientifiche e tecniche, complementari tra loro, che in sinergia con una banca di tessuti e cellule risponda a tutte le necessità di Ricerca e Sviluppo di imprese che operino nell’area delle biotecnologie e della biomedicina appartenenti al Distretto Tecnologico delle Bioscienze del Lazio. ;
3) supporto all’avanzamento infrastrutturale di laboratori ed infrastrutture per la ricerca, inclusi centri per la sperimentazione animale, equipment e software d’avanguardia;
4) attività di alta formazione diretta alla qualificazione e valorizzazione di risorse professionali altamente specializzate in grado di rispondere alle esigenze delle imprese del settore favorendone l’inserimento nel mondo del lavoro e/o stimolando la formazione di nuove realtà imprenditoriali (start-up);
5) supporto ad un comitato tecnico che, adiuvato da un portale web, fungerà da “sportello unico” per le imprese del territorio. Il Comitato si occuperà di trovare le modalità più efficienti per diffondere informazioni scientifiche e individuare soluzioni tecnologiche adeguate al fabbisogno di innovazione delle imprese in materia di biomedicina e biotecnologie. Svolgerà inoltre le funzioni di intermediazione in materia di innovazione tecnologica operando per favorire e supportare il rafforzamento dei collegamenti tra sistema scientifico e sistema imprenditoriale al fine di innalzare la propensione all’innovazione del sistema produttivo.
Per attrare le imprese e facilitare la fruizione dei servizi offerti, il Polo scientifico offrirà inizialmente a costo
zero (se finanziariamente sostenuto a livello regionale), la propria rete di competenze professionali e
strumentali alle imprese del Distretto Tecnologico delle Bioscienze. Il raggiungimento di questo obiettivo sarà funzionale a strutturare network stabili tra soggetti pubblici e privati, ad incubare nuove imprese, e ad attrarre significativi investimenti industriali.
Il servizio prevede quindi di diventare poi sostenibile finanziariamente grazie agli investimenti privati o all’utilizzo di un sistema di tariffe per lo svolgimento dei servizi.

policy e suggerimenti

Il bisogno fondamentale a cui risponde quest’azione è lo sviluppo di infrastrutture materiali ed immateriali che siano messe al servizio degli attori del territorio per favorire anche un maggiore scambio tra il mondo accademico e il mondo imprenditoriale, spesso caratterizzato da imprese di piccole e medie dimensioni che non hanno le capacità e le risorse per impegnarsi in progetti di sviluppo ambiziosi e che si limitano ad una nicchia di mercato.
La possibilità di intercettare piccole e medie imprese del territorio si amplia quando:
- Le PMI si organizzano in associazioni tematiche;
- Le Università hanno le strutture adeguate per intercettare le esigenze delle PMI;
- Quando vi sono occasioni frequenti di incontri (seminari dedicati e tematici),
- Quando vengono offerte piattaforme comuni per lo svolgimento di azioni di ricerca e sviluppo .
La piattaforma, attiva nel campo delle scienze della vita, andrebbe ad incrementare le eccellenze già presenti nel Lazio ed esplicitate nella Smart Specialisation Strategy.

Inviato da Servizio Ricerca (Università Cattolica) (Università Cattolica) - Roma - il 15/07/2014 10.15.39

OT 1 - Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione

1.1 Incremento dell’attività di innovazione delle imprese
1.1.4 Sostegno alle attività collaborative di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi [realizzate dalle imprese in collegamento con altri soggetti dell’industria, della ricerca e dell’università, e dalle aggregazioni pubblico-private già esistenti, come i Distretti Tecnologici, i Laboratori Pubblico-Privati e i Poli di Innovazione]

obiettivi specifici

Creazione/rafforzamento di piattaforme di collaborazione tra Università, Centri di Ricerca / Imprese / Ospedali e attori del sistema socio-sanitario per lo sviluppo di nuovi prodotti farmaceutici e di medical devices.
La piattaforma si concretizza nella creazione e/o rafforzamento di centri di consulenza specializzata in ambito pubblico/accademico nel settore farmaceutico e di sviluppo di medical devices, che mettano in relazione gli attori della filiera, fornendo assistenza specializzata durante tutto il ciclo di ricerca e sviluppo di un prodotto (utilizzo di laboratori e tecnologie avanzate, trasferimento tecnologico, strategia regolatoria di sviluppo clinico, supporto alla gestione e conduzione degli studi clinici).
La piattaforma si configura come un Clinical Trial Centre, con la differenza, che, invece di essere una società di consulenza e di prestazione di servizi privata, si inserisce all’interno del contesto universitario e/o ospedaliero: diventa quindi un interlocutore per le iniziative pubblico-private del territorio in campo farmaceutico e biomedicale.
Lo sviluppo /rafforzamento della piattaforma ha necessità di supporto alla copertura di investimenti in:
i. Infrastrutture (laboratori, equipment, ..)
ii. Personale qualificato (formazione al personale, …)
iii. Software specifici (gestione trial, data management, analisi statistica, farmacovigilanza)

policy e suggerimenti

Il settore delle scienze della vita è, come anche evidenziato nella Smart Specialisation Strategy della Regione Lazio in via di elaborazione, uno dei settori di eccellenza regionale. La filiera dello sviluppo di nuovi farmaci e di nuovi medical devices presenta i seguenti punti deboli:
· Il settore è caratterizzato dalla presenza di PMI che non hanno spesso le competenze di gestione di complessi processi come quello dello sviluppo di nuovi farmaci/medical devices;
· Lo sviluppo di nuovo farmaci/medical devices richiede l’interazione di diversi attori del territorio (centri di ricerca, industria, ospedali, agenzie regolatorie);
· La complessità strategica, gestionale, esecutiva, regolatoria, etica della filiera è molto elevata e presenta difficoltà di gestione/interazione a tutti i livelli; spesso molte attività di gestione/conduzione di trial clinici vengono esternalizzate da ogni singolo ente dalla filiera, con conseguenti costi aggiuntivi di ricerca e sviluppo del prodotto.
· Gli studi clinici attualmente soffrono di una mancanza di strutture pubbliche/accademiche dedicate sul territorio, che costringono le aziende locali a rivolgersi a fornitori esteri privati e/o ad effettuare studi in siti sperimentali distanti, con conseguenti maggiori costi e svantaggi per le aziende.
La disponibilità di infrastrutture per la gestione/conduzione degli studi clinici e l’integrazione con i servizi di consulenza su pianificazione e sviluppo dei prodotti farmaceutici e medicial device permette di:
· Creare una struttura di supporto e promozione (fast track) all’ innovazione, ottimizzando le risorse e le competenze degli attori coinvolti sul territorio;
· apportano un sensibile sgravio di costi e un vantaggio competitivo per le imprese del territorio
· Permettono di sviluppare e rafforzare le piccole medie imprese che per mancanza di risorse,
competenze specifiche, professionalità ed esperienza non riescono ad emergere nel mercato delle
bioscienze;
· Aiutano a creare un interlocutore unico per le iniziative pubblico-private del settore biomedicale e farmaceutico.

esempi best practices

Le piattaforme di consulenza specializzata nel settore farmaceutico e dei medical devices si possono configurare come CLINICAL TRIAL CENTER. Un esempio sul territorio del Lazio è proprio il Clinical Trial Center del Policlinico Gemelli/Università Cattolica del Sacro Cuore, che è strutturato per fornire tali servizi di consulenza strategica e di supporto alla gestione amministrativa e clinica di sperimentazioni di ogni fase ed area terapeutica alle aziende del settore farmaceutico/nutraceutico/medical devices.
Diverse sono le strutture /esperienze simili in Europa e nel mondo. Alcuni esempi sono:
· Imperial Cancer Center, Londra, UK (http://www1.imperial.ac.uk/crukcentre/)
· Clinical Research Center, Hopital St. Louis, Paris, France (http://sls.aphp.fr)
· Duke Clinical Research Institute, Durham, NC, USA (https://www.dcri.org/)
· Harvard Clinical Research Institute, Cambridge MA, USA (http://www.hcri.harvard.edu/)
In Italia strutture simili sono presenti presso l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù (Roma) e presso l’IRCCS Mario Negri (Milano).

Inviato da Barbara Riccardi (Sysform Editore ) - Roma - il 12/07/2014 15.03.00

OT 9 - Promuovere l’inclusione sociale, combattere la povertà e ogni forma di discriminazione

9.3 Aumento/ consolidamento/ qualificazione dei servizi e delle infrastrutture di cura socio-educativi rivolti ai bambini e dei servizi di cura rivolti a persone con limi
9.3.2 Aiuti per sostenere gli investimenti nelle strutture di servizi socio educativi per la prima infanzia [target preferenziale: imprese - anche sociali e le organizzazioni del terzo settore, di piccole dimensioni]

obiettivi specifici

In questo momento storico di crisi su più fronti, la scuola come le famiglie sono messe a dura prova, soprattutto sul versante economico. E' probabile che molti genitori e molti docenti (che sono anche genitori!) pensare loro -noi con voi- un luogo di incontro, dove potersi rigenerare e costruire dei percorsi formativi di crescita in alleanza scuola & famiglia.
L'idea è di offrire dei pacchetti dove, piccoli e grandi possano trovare La Scuola Possibile!” Una Scuola/lugoo che accolga con percorsi esperienziali per tutte le età, con il filo rosso dell'arte filmica e il suo dietro le quinte, perché chi viene da noi… si ri-genera.

policy e suggerimenti

Creare "La/Le Scuola Possibile" come IL contenitore/mezzo di trasporto che ci permette di navigare per arrivare a tutti; il nostro scopo è creare alleanze, una rete per coinvolgere gli altri con la nostra esperienza "fatta di fatti" positivi e fattivi; noi non ci fermiamo alla sola spinta emozionale/passionale di voler raccontare il bello e il possibile della scuola, ma nostro intento è mettere in luce l'identità ben strutturata, articolata e pianificata di quegli adulti che trasmettono cultura in modo più professionale. Il nostro obiettivo è creare un gruppo di pensiero e d'azione, un movimento che si senta forte nella sua idea pedagogica che si sintetizza nel concetto di Scuola Possibile.
Crediamo che la scuola, oltre ad aver bisogno di risorse economiche per funzionare e risorse strutturali adeguate, necessiti soprattutto di risorse umane capaci di condurre bambini e ragazzi nel loro percorso di crescita, di formazione, di apprendimento. Il sentirsi capaci, adeguati a ciò che si fa è l'elemento fondamentale che fa vivere la propria professione, il proprio ruolo con competenza, credibilità e carisma. Oggi purtroppo i docenti debbono affrontare problemi quotidiani più pressanti che mai che mettono a dura prova, che fanno vacillare anche coloro che credono con passione nel proprio lavoro! "La Scuola Possibile" per porre una nuova svolta di cambiamento partendo da chi opera per e in favore della crescita dei ragazzi, fornendo loro una cassetta degli attrezzi per essere comunicatori e dispensatori di positività educativa verso i futuri cittadini di domani.

esempi best practices

Realizzare e creare un luogo/lughi de La Scuola Possibile con 1. Laboratori creativi e di manipolazione: maglia, ceramica, fumetto, arte, scrittura creativa, lettura animata, laboratorio disciplinari, decoupage, ecc.
2. Percorsi di formazione per ragazzi, genitori e docenti
3. Circolo letterario
4. Spaghetti/Pizza/Dolci School
5. Sportello di ascolto psicopedagogico con Psicologi e Counselor
6. Convegni, dibattiti, incontri per vivere con maggiore serenità il rapporto genitori figli con dei suggerimenti "pronti all'uso", ogni incontro con cadenza settimanale a TEMA, con nomi tra i più conosciuti del mondo della cultura, ma anche: l'importanza dei social network, del registro online, la pet terapy, la genitorialità ecc.
7. Realizzare concorsi per le i ragazzi e le famiglie "La Scuola Possibile come la vorrei"